«Noi meglio della Juve ma il campionato non finisce stasera»

Mancini: «Ranieri competente e bravo. Bianconeri altalenanti come tutti gli altri. Trezeguet ha detto che viene per batterci? È naturale: gioca in una grande squadra e vuole sempre vincere»

nostro inviato

ad Appiano Gentile

«È una classica, una partita importante che arriva al termine di una settimana faticosa per tutti. Giochiamo contro la Juventus, però poi ci saranno altre otto gare e il campionato non finisce qui».
È la fotografia di Roberto Mancini per Inter-Juve di questa sera, posticipo alle 20,30 della 30ª di campionato. Sinceramente poco altro di più, segnale di una sfida che solo a stadio pieno prenderà corpo, per ora c’è il medesimo entusiasmo di una festa del patronato. Neppure le dichiarazioni di David Trezeguet la infiammano: «Ha detto che vengono a San Siro per vincere? - chiede Mancini -. Be’...». Cosa poteva dire Trezeguet ai suoi tifosi che magari si fanno centinaia di chilometri per venire a Milano e altrettanti per tornare a casa? «Non mi sembra abbia detto nulla di particolare - ha risposto Mancini -. Giocando in una grande squadra, scende in campo per vincere e non mi sembra ci sia nulla di male. Io penso che l’Inter in questo momento sia migliore della Juventus, ma resta una partita aperta che offre stimoli a tutti».
Il problema semmai è la rosa ridotta all’osso. «Vieira sta trovando la condizione, avrebbe bisogno di continuità ma ora è leggermente affaticato perché l’infortunio lo ha tenuto fermo a lungo. Spero sia disponibile, così come Stankovic. Devo valutare bene la situazione - ha fatto sapere il tecnico -, non si può rischiare un giocatore in questa fase, se poi resta fuori per un infortunio più serio diventa un problema. Ne parlerò con i giocatori, sono loro che mi devono dare le garanzie necessarie per mandarli in campo, mi devono dire che sensazione hanno del loro problema. Non si può mandare in campo giocatori con la paura di un nuovo infortunio». Maxwell peraltro si è nuovamente distorto la caviglia ma questa volta non desta preoccupazioni, giocherà a sinistra con l’avanzamento di Chivu, se Vieira non sarà pronto per la Juve, altrimenti il romeno riposerà. Davanti fiducia a Cruz che quando vede la Juve segna, Balotelli scalpita ma il ragazzo deve ancora imparare. La notizia di un interessamento del Chelsea sembra più una sparata dei suoi agenti (il fratello), che stanno puntando a un buon contratto: «Così non si può andare avanti, merita la prima squadra però non gioca mai - ha detto Corrado Balotelli -. Lui è corteggiato in Spagna e Inghilterra, offerte che valuteremo molto attentamente. Prima o poi farà un’esperienza all’estero, resta solo da capire quando». L’idea è che non sia esattamente questo l’atteggiamento migliore per arrivare al bottino, ma venendo costantemente convocato con la prima squadra, finisce che Supermario non gioca neppure con la Primavera, e alla sua età, 18 anni il prossimo 12 agosto, si vuole solo giocare. Il presidente a più riprese gli ha confermato la fiducia e ha deciso di regalargli un contratto per il suo compleanno. Da solo ha eliminato la Juve in coppa Italia, ma non basta: «Magari lo porto in panchina», si è limitato a dire Mancini che lo apprezza molto.
Per il resto tanta aria fritta, elogi alla Juventus, al lavoro di Ranieri e alla sua rosa importante. Quando gli hanno chiesto se, battendola, lo scudetto diventi poi una formalità, lui ha toccato qualcosa che non si è capito. Nell’ultima di campionato nessuna delle prime cinque ha vinto, solo due punti su 15, uno dell’Inter col Genoa e l’altro della Juve a Empoli. Poi una divagazione sulla Roma: «Gioca un buon calcio - ha detto il Mancio -, ma non so se è migliore di quello dell’Inter, io comunque tifo per noi e spero finisca come l’anno scorso». Buttata lì in mezzo a un mucchio di altre cose.
Fra poco Inter-Juve, pensare cosa sia stata questa partita anche in tempi recentissimi mette i brividi, ma quando la vigilia sembra così tiepida arriva sempre una cinica sorpresa.