Ma noi niente regali di Natale?

Non vorrei apparire incontentabile, ma la domenica poteva andare un pochettino meglio. Inter a parte - ho già detto che lo scudetto non ci interessa - mi aspettavo qualche regalino dagli altri campi, in particolare da quello di Firenze, una presenza alle costole, quella viola, un po’ fastidiosa. Il nostro obbiettivo resta la Champions e, sotto il Vesuvio, ci piacerebbe festeggiare il Natale in splendida compagnia solo delle candidate al titolo. Dal Catania di Walter Zenga, squadra affatto facile nonchè bisognosa di tranquillità, ci aspettavamo francamente di più. Pazienza. La seconda vittoria azzurra consecutiva, per di più a punteggio rotondo, ci avvia comunque alle Feste con animo lieto. Certo, domenica ci aspetta un Toro con l’acqua alla gola e Novellino vorrà, si capisce, meritarsi la rinnovata fiducia, specie dopo le cinque pappine di Bologna. Però, che diamine, l’impennata d’orgoglio granata deve cominciare proprio contro di noi? Aspettino l’anno nuovo, che porta buono. È pur vero che domenica ci mancherà Dieguito Lavezzi il quale, furbacchione, s’è beccato un cartellino tattico e se ne parte per Buenos Aires con una settimana d’anticipo. Ma uno come lui noi napoletani non possiamo che perdonarlo, perchè anche ieri, pur non avendo insaccato, ha spalancato le porte alla vittoria con una delle sue fughe inarrestabili. E allora «Feliz Natal», piccolo Pibe, che sei già strameritatamente tra i pastori dei presepi di San Gregorio Armeno...