"Ma noi non facciamo cartello. È colpa dei mercati stranieri"

Milano - Il presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita prova a placare la polemica provocata dal caro-benzina che sta colpendo gli italiani nel pieno dell’esodo di agosto verso i luoghi di villeggiatura. Non c’è «nessun cartello, nessuna speculazione», ha assicurato De Vita che venerdì prossimo dovrà difendere la posizione dei petrolieri all’incontro voluto dal ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani per fare fronte al rincaro di benzina e gasolio.

«I mercati internazionali stanno ballando» e tali «variazioni si riflettono» sul mercato interno, ha proseguito il presidente dell’Unione Petrolifera. Collegamento, peraltro, «dimostrato anche dagli ultimi ribassi dei prezzi della benzina praticati negli ultimi giorni da alcune compagnie petroliere», ha proseguito De Vita che dovrà respingere i dubbi sull’allargarsi della forbice rispetto agli altri paesi europei: l’Italia è la più cara per il gasolio e al terzo posto per il costo della benzina. Polemiche a parte, a compiere un passo concreto è stata l’Eni annunciando che da oggi ridurrà di «ulteriori 2 centesimi» il costo della benzina su tutta la rete dei distributori Agip: il prezzo della benzina consigliato è quindi di 1,333 euro al litro. «Un primo segnale positivo», ha notato il consigliere economico di Bersani, Umberto Carpi.

«Non ci sono speculazioni», ha in ogni caso ribadito De Vita. «Spiegheremo al ministero, ancora una volta, le dinamiche dei prezzi», ha assicurato il numero uno dei petrolieri che in un’intervista al Tg5 ha poi lanciato un messaggio rassicurante al popolo delle vacanze: «Credo che fra poco torneremo alla media e quindi le cose torneranno alla normalità». Occorre, tuttavia, tenere conto che la «differenza strutturale già esiste ed è una differenza sulla quale è difficile operare ed è di 3 centesimi-3centesimi e mezzo». «In un mercato molto variegato e molto nervoso come quello attuale - ha proseguito - è difficile mantenere questa media». «Un mese e mezzo fa la differenza è stata di 2 centesimi. Ce ne ha dato atto anche il ministro Bersani. Oggi siamo nel segno inverso con la differenza che quando è scesa 2 centesimi nessuno ha detto nulla. Adesso c’è il pandemonio».