Noi, partigiani presi a fucilate, ci sentiamo dare dei fascisti

Egregio dottor Lussana, le sono sempre grato per tutte le volte che ho stressato, lei e i suoi colleghi e che vi siete sempre dimostrati disponibili a scrivere e descrivere la verità dei fatti nuda e cruda sul Lagaccio e sulla moschea. Al contrario di altri quotidiani che si professano liberi!
Ci hanno dato, nell'ordine, dei razzisti, fascisti, meridionali, xenofobi e, udite udite, ignoranti. Per decenni qui nella nostra comunità si sono aggiunte quantità industriali di sudamericani, clandestini vari, polacchi, albanesi, romeni, musulmani. Siamo sempre andati avanti insieme, magari forse ogni tanto con qualche riserva da «italiani meridionali, xenofobi, razzisti, fascisti, ignoranti». Ma ogni tanto ci può anche stare qualche problema, o no?
Apro solo una parentesi per raccontare la nostra storia. Questo quartiere, in effetti, è per la maggior parte costituito da persone di origine meridionale, che però ormai parlano perfettamente il genovese. I cosiddetti meridionali sono i discendenti della mitica marineria italiana, tanto per intenderci il famoso gruppo Finmare. Moltissimi di loro sono decorati di medaglia d'oro di lunga navigazione (una specie di cavalierato). Come mio padre. Queste persone hanno portato il nome della marineria nel mondo. Poi ci sono i figli dei portuali, dei lavoratori dei cantieri del porto, delle varie officine di riparazioni navali. Poi ci sono i figli dei postini, dei lavoratori delle ferrovie. Insomma, di tutto di più. Conservo bene il ricordo di quando alla sera vedevo mio padre marittimo rientrare a casa dalla corvée con la borsa contenente la «gamella» del pranzo assieme al padre di Gianni, operaio dell’Oarn, oppure u sciu' Emilio anche lui con la borsa della «gamella» (e qui mi viene da piangere).
Alcuni di loro si sono sorbiti la prigionia, hanno fatto la lotta partigiana, a cominciare da mio padre che si fece sparare addosso dai nazisti per quanto avevano «mazzolato» i fascisti! Tutti assieme hanno ricominciato a vivere bene, sono passati tanti anni, ci hanno insegnato tolleranza e libertà ma non prepotenze, vessazioni, prese in giro.
Questa è la gente del Lagaccio che viene definita fascista, razzista, intollerante. E ora arriva questa signora, che parecchi di noi non riescono a chiamare sindaco, che è riuscita a fare nascere tanti comitati di quartiere come mai si erano visti! E prende in giro tutti noi, e anche chi non c’è più. Ripenso a mio padre, mancato nel 1997, che portava mio figlio (disabile al braccio e alla gamba sinistri per un’emiparesi) ad allenarsi tra i posteggi e guardando l'area sottostante diceva sempre: «Non capisco cosa aspettino a sistemare per tutti noi quell'area». Povero papà, ti sei fatto sparare addosso tu e tutti i miei zii e più altre persone per nulla!
E dire che tutti i precedenti preventivi approvati nelle sedi opportune per sistemare la zona sono stati scartati perché l’area «non è edificabile»! Ora improvvisamente, per la moschea lo è. E quando ti capita di parlare con i cosiddetti favorevoli (posso garantire in netta minoranza, ma non è questo il problema) ti dicono che i musulmani lì ci faranno i giardini e riqualificano il quartiere! Giuro è quello che dicono! È un delirio, ma allora noi cosa paghiamo a fare le tasse? Dopo 40 anni di promesse di sinistra - è inutile dirlo, hanno sempre comandato loro - questa è una presa in giro. È solo da queste cose che discendono i motivi della nostra protesta. Per non parlare poi delle associazioni di vario titolo tutte legate al Pd che spuntano adesso per sostenere la costruzione della moschea! Dimenticavo i preti compiacenti o illusi.
Mi sa che qui si stia creando un po' di confusione! Tenga presente che quello che ho scritto è tutto ben documentato. Spero che ne prenda atto, mi auguro che ci inviti al più presto nel suo programma televisivo «Genova allo specchio» (so che qualche lettore lo ha già richiesto). Vorremmo fare luce e verità su 2 quartieri martoriati per quando riguarda la moschee. Distinti saluti a tutti voi.