«Noi un partito di plastica? Vero, siamo indistruttibili»

diPer anni ci hanno detto che eravamo un partito di plastica. I nostri detrattori e avversari hanno usato questa parola con il chiaro intento di offenderci, diminuire il nostro valore.
Vi dico la verità. Io, che sono politicamente nata e cresciuta in un partito di ferro, non mi sono mai sentita offesa, ferita dopo essere entrata con convinzione nel vostro, oggi nostro, mondo. Anzi, semmai l’incontrario. La plastica è frutto dell’intelligenza dell’uomo, (...) , ha molti vantaggi: è leggera, costa poco, si può utilizzare per ogni evenienza, è indistruttibile. La plastica è una invenzione che ha soppiantato vecchie materie, pesanti, costose, a rischio ruggine e degrado. In sintesi: pericolose. La plastica ha un solo limite: può inquinare. Ma se accade la colpa non è della materia ma di chi dopo averla usata, dopo aver usufruito dei suoi vantaggi, se ne disfa senza troppi scrupoli per soddisfare nuove ambizioni personali.
(...) Fuori di metafora: se noi, impauriti dal primo vero momento di difficoltà dopo anni di vittoriose cavalcate, gettiamo via la nostra forza di modernità, innovazione, velocità, leggerezza e perché no, incoscienza, se noi oggi siamo qui per scimmiottare i riti dei partiti tradizionali che abbiamo combattuto e sconfitto, che gli elettori hanno relegato nell’angolo della memoria magari anche con rispetto, se noi oggi vogliamo fare questo io vi dico che siamo destinati a fare la loro fine.
Non sono ingenua. So bene che anche una casa, una famiglia, si regge su ruoli e rapporti di forza. (...) Ci sto, ma, lo dico innanzi a tutti a lei caro amico e governatore Formigoni, e a tutti gli altri Formigoni d’Italia, che della famiglia ha cari i valori, nessuna casa può stare in piedi se qualcuno trama, chiede, auspica di cacciare fuori il capofamiglia. Per cui dico con forza che qui nessuno si deve permettere di ragionare come se Silvio Berlusconi, e aggiungo, il suo governo, siano un ostacolo al nostro progetto politico.
(...) Noi abbiamo vinto guardandoci negli occhi, credendoci, abbiamo vinto perché eravamo motivati e abbiamo motivato oltre tredici milioni di italiani. Proprio i giochi, i veti, i ricatti della politica politicante avevano fatto sì che il milione di voti da me e alcuni amici immodestamente raccolti non fossero confluiti nel conteggio. Se Berlusconi mi ha poi onorata del mio attuale incarico è la prova che lui sapeva il perché ed è lo stesso motivo che oggi mi permette di parlare al plurale. Noi abbiamo vinto perché abbiamo un leader. Io non cambio strada. Stiamo attenti. Cambiare la nostra natura è quello che auspicano i nostri avversari, i pm alla Woodcock e alla Boccassini, la Repubblica e Santoro. Lo auspicano perché vogliono portarci sul loro terreno, dove sanno di poter vincere. (...) Noi siamo meglio di loro. Lo siamo davvero. Guardiamoci negli occhi. Io sono disposta a correggere errori e storture, non mi tirerò indietro di fronte a una dialettica interna anche aspra, se è il caso contiamoci. Ma vi annuncio che starò dalla parte di chi di noi vorrà fare crescere i contenuti di un partito di plastica, non di chi sogna ritorni a un passato politico che non può essere figlio del nostro tempo. Io starò dalla parte di un partito di Silvio Berlusconi.
*Sottosegretario per l’Attuazione del programma