«Noi, penalizzati da giochi sporchi» Bologna e Genoa vogliono la serie A

Durissimo il sindaco Cofferati in consiglio comunale. Gazzoni: «Galliani e Giraudo comprarono i voti della B con 200 milioni»

da Milano

Irrompono sulla scena del calcio-scandalo anche precedenti vicende di club caduti in disgrazia (e in B) che in qualche misura ora chiedono giustizia. L’ex presidente del Bologna, Gazzoni Frascara attacca Carraro e Della Valle: «Quando per le elezioni in Lega io avevo 14 voti e Carraro 4, allora Galliani e Giraudo comprarono con l’aiuto di Dal Cin i voti della serie B per 200 milioni di lire e la situazione si rovesciò. Mi vergogno di essere italiano». Importante l’azione del consiglio comunale di Bologna (ma si sono mossi anche Genoa e Como) che ieri sera ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si «chiede alle autorità competenti, e al Governo che sta per nascere, di adottare immediati ed urgenti provvedimenti per risanare il calcio». Non solo: viene perorata la causa del club calcistico perché, «constatato che la città di Bologna e la sua società calcistica risultano oggettivamente danneggiate dalle vicende oggetto di indagine, come giustamente denunciato più volte dall'ex presidente Gazzoni e dal presidente attuale (Alfredo Cazzola, ndr), chiede che, una volta accertato il carattere ingiusto del danno prodotto, siano presi provvedimenti adeguati di risarcimento e, prima di tutto, la ricollocazione della squadra in serie A».
Chiarissimo il sindaco Cofferati: «Se il Bologna verrà risarcito io ne sarò particolarmente contento. Se verrà azzerato lo scorso campionato per chi lo vinse, bisogna fare altrettanto con chi retrocesse e subì gli effetti negativi più pesanti». Gli ha fatto eco il consigliere regionale Salomoni (Forza Italia): «Il Bologna va reintegrato al più presto in A».
Quindi la vicenda Genoa, passato dalla promozione in A alla retrocessione in C1, presidente Enrico Preziosi. Ha detto l’avv. Sergio Maria Carbone: «Non voglio il male degli altri, voglio però sia fatta giustizia nei nostri confronti. La giustizia sportiva, il sistema ordinamentale dello sport e del calcio deve essere cambiato alle radici». Chiaro anche Aldo Spinelli, al vertice del Livorno, ma già n.1 genoano: «Da questo calcio bisogna uscire una volta per tutte, ma puliti perché a pagare non deve essere solo il Genoa. La pulizia deve partire da Roma, che in questi anni non era controllata da nessuno».
Enrico Preziosi è addirittura passato dal caso Como a quello del Genoa e ieri ha dato la propria lettura delle varie vicende. «A Como sono successe cose che sono davanti agli occhi di tutti. Basta riguardarsi le partite di quella stagione che hanno portato alla nostra retrocessione. Ero l'unico che diceva qualcosa contro quel sistema che adesso è scoppiato. Tutti prendevano le distanze e dicevano che erano solo farneticazioni e ancora nessuna procura ha raccolto il mio allarme». Poi il Genoa: «Carraro dice che la giustizia sportiva ha tempi rapidi. Ma quali? Quelli che hanno spedito in C1 il Genoa in maniera fulminea, quelli che ci hanno tolto tre punti in classifica per il caso Ghomsi, o quelli che hanno tenuto in sospeso per mesi e mesi situazioni come quella che è scoppiata in questi giorni? La giustizia è rapida solo in certi casi, in altri è lentissima. Vorrei vincere sul campo, ma attendo che ricelebrino un processo farsa».