Noi, popolo di Provinciali

Premessa indispensabile: molti di noi, se potessero, abolirebbero la Provincia, considerata un ente inutile. Ma è anche vero che, al di là dei facili slogan, esistono anche dei numeri difficilmente cancellabili: ad esempio, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha spiegato recentemente alle Camere che il personale, che è il maggior costo, dovrebbe essere assorbito da altre amministrazioni dello Stato. E così si arriverebbe all’assurdo di eliminare la Provincia e i relativi benefici, senza eliminarne i costi. Insomma, finchè c’è la Provincia ce la teniamo. Anche perchè per molti paesi, soprattutto nell’entroterra e delle valli, è un ente indispensabile. E anche perchè ci sono assessori come Piero Fossati, responsabile della viabilità, che sono un esempio di come si amministra bene. Anche se viene dal Pd. E consiglieri come Lorenzo Zito, che non ha mai voluto abbandonare Forza Italia e ha mantenuto il suo gruppo a Palazzo Spinola, che sono uno spot di come si possa lasciare un partito senza dire che fa schifo, senza fare polemiche, senza dire che sono tutti ladri, ma che prima non lo si sapeva. Grande esempio di stile. Quindi, visto che la Provincia c’è, andiamo avanti con il nostro gioco. Che come tale va preso, come lo era quello per il Comune. Fra l’altro,è importante ri­petere che, ovviamente, se uno ha dieci voti, quei dieci suffragi possono venire anche tutti dal­la stessa persona. E quindi il gio­c­o non ha alcun valore scientifi­co. Ma, certo, è comunque una cosa più seria di certi sondaggi sedicenti seri che girano su in­ternet, nei quali ciascuno può votare anche mille volte, con un semplice clic a tre tasti, senza che nessuno lo contesti. Insom­ma, giochiamo a carte scoper­te, non spacciamo questo gioco come la panacea di ogni male della politica locale e, soprattut­to, non obblighiamo nessuno a votare o a partecipare. Detto questo, facciamo un pri­mo punto dei risultati, al giro di boa dei primi dieci giorni di pub­blicazione dei tagliandi, che ter­minerà prima di Natale. Innan­zitutto, una notazione sui nu­meri. Il gioco è partito addirittu­ra più forte di quello «Scegli il tuo sindaco» e questo è molto si­gnificativo, perchè dimostra che avete capito perfettamente cosa c’è in ballo,anche se il pre­sidente della Provincia, spesso, è un’entità astratta, una figura mitologica da manifesto eletto­rale. Un’altra ottima notizia è il fat­to che emergano nomi nuovi, che è sempre un buon segno. E altri ne aspettiamo. Anche per­chè, come abbiamo spiegato spesso, il nostro appello è rivol­to anche al di là delle colonne d’Ercole di Pdl e Lega, ma può coinvolgere anche esponenti di altri schieramenti. Ricordo, ad esempio, nello scorso gioco, il buon successo personale di Gio­van Battista Raggi, tesoriere del Partito democratico e assesso­re nella ( buona) giunta di Santa Margherita Ligure e i voti odier­n­i alla senatrice Roberta Pinot­ti . Quindi, porte aperte anche a nomi nuovi, che arricchiscono il dibattito e la possibilità di scel­ta di chi, alla fine, serrerà le fila per la candidatura. E infine, l’identikit di chi in classifica c’è già:da Alberto Cat­taneo , professionista stimato, li­berale doc, amante di Santa Margherita Ligure e già protago­nista di «Scegli il tuo sindaco»; ogni volta che scende in cam­po, i suoi amici si mobilitano. Poi, c’è Michele Scandroglio , coordinatore regionale del Pdl, che è probabilmente la candida­tura politicamente più forte fra tutte quelle emerse e, soprattut­to, una di quelle che può arriva­re alla fine del gioco e trasfo­r­marsi in indicazione sulle sche­de. Massimo Pernigotti , capo­gruppo della Lista Biasotti ( quel­la vera, quella arancione, so­pravvissuta al suo fondatore e al dissolvimento nel Pdl, in Provin­cia), ha già fatto molto bene al­l’opposizione a Palazzo Spino­la e la nascita di molti comitati in suo nome, da Voltri alla Fon­tanabuona, tutti con nomi e se­di, è un segno di stima e di forza. E, passando da un capogruppo all’altro, Giuseppe Rotunno , numero uno del Pdl in Provin­cia, è uno dei padri di questo gio­co, essendo stata sua la propo­sta pubblica al Giornale di far correre anche i candidati per la presidenza provinciale. Felice Ravalli è un altro di quelli che c’era allora e c’è oggi: animato­re del comitato pro-Lagaccio è radicato nel quartiere e i suoi fans passano ogni giorno in re­dazione con i tagliandi per lui. Andiamo avanti: Gino Mor­gillo , vicepresidente del consi­glio regionale, è spezzino. Ma, ultimamente, è uno di quelli che sta facendo davvero politi­ca anche a livello regionale e i ta­gliandini sono solo l’ennesimo segno di radicamento anche a Genova (e, forse, in qualche ca­so, anche un premio per la forza di alcune sue polemiche, sem­pre senza imbarazzi e senza mezze parole). Nicola Bisso , in­vece, è uno che il candidato pre­sidente della Provincia l’ha già fatto per davvero, per la Dc e quindi ricorre volentieri, e c’è un particolare curiosissimo: i suoi fans spediscono i tagliandi uno ad uno, facendo felici (oltre a Bisso) anche i produttori di bu­ste e Poste Italiane. Stefano Garassino in questo momento è il leghista che sta più in alto in classifica: ex azzur­ro è ripartito dal basso, anche lui senza polemiche, senza sbat­tere porte e senza atteggiarsi a De Gasperi, con serietà, e guida la speciale classifica padana , da­vanti al capogruppo in Regione Edoardo Rixi e al leader «nazio­nale » della Lega Nord Liguria Francesco Bruzzone . Piccolo particolare: la candidatura alla presidenza della Provincia po­trebbe anche spettare proprio al Carroccio. Avanti: Walter Pilloni è un imprenditore che crede in quel­lo che fa ed ha puntato tutto sui motori elettrici, senza mai esse­re aiutato dalla sua città; gli ami­ci lo vorrebbero a Palazzo Spino­la, lui professa amore per Mus­so, ma fra gli uomini in classifi­ca stima Pernigotti, su cui ha chiesto di dirottare i voti. Alfon­s­o Gioia è un altro che in Provin­cia c’è già, è nell’Udc che appog­gia Repetto, ma molti nostri let­tori lo votano, nello spirito mi­gliore del nostro gioco che ab­batte barriere di partito e di schieramento. Di Renata Olive­ri non c’è nulla da dire, per lei parla lo straordinario ballottag­gio ottenuto l’altra volta; oggi è capogruppo del misto a Palaz­zo Spinola. E anche per Gianni Plinio o si ha a disposizione un fascicolo speciale per dire chi è, o basta la parola (in classifica c’è anche il suo compagno di lot­ta agli sprechi Matteo Rosso , che pure ha già declinato l’invi­to alla candidatura non cred­en­do nella Provincia). E i voti a Claudio Scajola sono un segno di stima e soprattutto di vicinan­za e solidarietà. Se si esclude Antonio Cassa­no , Alberto Gagliardi è il vero fantasista della classifica: i suoi voti sono anche il riconosci­mento di tante cose dette pri­ma, che si sono verificate dopo. Bruno Bertuccio, ex capogrup­po di opposizione moderata a Isola Del Cantone, è l’immagi­ne della persona perbene che sarebbe un ottimo candidato in Provincia, mentre i voti a Gian Luca Fois sono suffragi al corag­gio di prendere posizione. Ro­berta Bartolini è stata votata da un paio di lettori che hanno alle­gato come motivazione del vo­to il fatto che avessero condivi­so alcune sue lettere. Nicola Ab­bundo è uscito dalla Regione, ma non dalla stima di chi l’ha vo­tato. E Mario Troviso, leader di Forza Nuova,è il segno di un’al­tra destra che vuole esserci, che spesso si fa sentire e che sul Gior­nale ha e avrà sempre diritto di parola. Ma è solo l’inizio. È un gioco.Ma l’obiettivo fina­le, per una volta, se si riesce, è vincere. Massimiliano Lussana