«Noi radicali tra la gente per avere via Tortora»

(...) del fatto che la città natale di Enzo Dechi una strada alla sua memoria e soprattutto alla sua storia.
Questo appare strano visto che recentemente, proprio da queste pagine, è stato in parte ricostruito il «calvario» per arrivare al punto in cui siamo giunti oggi e, come è constatabile da tutti siamo stati pressoché gli unici (quando siamo stati presenti nelle istituzioni locali con Vittorio Pezzuto ed altri) a fare di questa richiesta una vera e propria battaglia politica sulla quale coinvolgere i genovesi.
Accanto a questa storia più nota c'è anche tutto il nostro impegno e la nostra militanza fuori dalle istituzioni ma pervicacemente sui marciapiedi, tra la gente, per la raccolta delle firme a sostegno di «via Tortora», con solleciti, lettere ed appelli.
Quando poi siamo riusciti ad entrare nelle istituzioni, ospiti di liste altrui, come nel caso della Lista Castellaneta, dove ad un certo punto avemmo come eletti 2 consiglieri provinciali: Marco Fallabrini e Sergio Ottonello e soprattutto un consigliere circoscrizionale, Pietro Bellantone non abbiamo mai dimenticato il nostro impegno. Proprio Bellantone, durante la sua legislatura, operò, nel silenzio dei media ma con costanza e cocciutaggine, per questo obiettivo affrontando burocrazie varie, disinteresse o vera e propria ostilità politica. Grazie a lui, sarà proprio il «suo» Municipio (Centro-Est) ad ospitare «Passo Enzo Tortora» ovvero quel tratto di strada che unisce via Roma e Galleria Mazzini.
Infine, quando durante le ultime elezioni amministrative alcuni militanti radicali come me, scelsero di correre all'interno delle liste Verdi inserimmo tra i punti programmatici, e ai primissimi posti, la richiesta di dedicare una via ad Enzo Tortora. E anche se nessuno di noi è stato eletto abbiamo lavorato con il consigliere Dallorto affinché si accelerasse l'iter di un procedimento che come Radicali avevamo avviato da tempo. Certo, tutti noi radicali avremmo preferito che il sito fosse piazzale Marassi vista la presenza del principale carcere cittadino o via Pastrengo dove era nato, ma siamo certi che più che lamentarsi per la scelta del posto bisognerà adesso adoperarsi affinché la vicenda di Enzo Tortora non resti una lapide sotto cui si passa con indifferenza ma divenga spunto per quelle battaglie per la Giustizia giusta che Tortora, morendo precocemente, ci ha lasciato: la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere, la vergogna della carcerazione preventiva e l'indecenza delle condizioni carcerarie.
Questo è lo spirito con cui dovremo arrivare alla data in cui verrà scoperta la targa: non pensare che si sia arrivati ad una conclusione di una storia vergognosamente lunga che questa Giunta e questa Sindaco hanno fortunatamente concluso ma prendere in mano quel testimone pesante che Tortora ha lasciato a noi Radicali, alla sua città e all'Italia tutta.
Un cordiale saluto.
Comitato Nazionale Radicali Italiani
Ass. Radicale Adelaide Aglietta