«Noi sindaci non accettiamo contentini»

Il primo cittadino di Mompantero nega compensazioni ai Comuni: «Conta solo la sicurezza degli abitanti»

nostro inviato a Susa (Torino)

Capipopolo con la fascia tricolore, alla testa del corteo, e poi, sottobanco, interlocutori disponibili a trattare con Ltf, il consorzio che gestisce il progetto Torino-Lione, per spuntare concessioni e regalìe varie ai propri comuni? Il velo sulla presunta incoerenza di alcuni amministratori della Val Susa è stato sollevato avant’ieri, su queste stesse colonne, dal sottosegretario al Welfare, Roberto Rosso. Ma ieri a Susa, è arrivata puntuale la replica di uno dei sindaci in prima linea, Roberto Tavellin, da cinque anni alla guida di Mompantero, il Comune dove sono cominciati i carotaggi del terreno, teatro degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine di due settimane fa.
Allora, sindaco, che ne pensa: vere o false le accuse del viceministro Rosso?
«False. Decisamente false. Sono accuse che ci offendono. Sono amareggiato, e con me lo sono tutti i sindaci della valle. La storia della compensazione è vecchia come il mondo, nessuno si scandalizza. Ma qui, è tutta un’altra faccenda non c’è spazio per la compensazione, non possiamo andare a chiedere qualcosa in cambio, per accettare un’opera colossale quanto assurda che ci potrà solo danneggiare. Non ci sono risarcimenti che tengano».
Lei è convinto che tutti i suoi colleghi della valle siano intransigenti come lei?
«Non si è mai sicuri di nulla al cento per cento ma, se così non fosse, se solo avessimo avvertito il sentore di qualche deviazione, di qualche accordo sottobanco, non saremmo venuti, questo è certo, alla testa dei nostri concittadini, e di tanta altra gente che vuole soltanto vivere. E soprattutto vivere in piena sicurezza».
Dica la verità Tavellin, non è mai stato contattato dai dirigenti di Ltf, nessuno le ha chiesto se il suo Comune ha bisogno di qualcosa?
«Nella fase iniziale, quando il progetto doveva ancora essere presentato, mi hanno invitato ad alcune riunioni. Non ci sono mai andato, ho sempre risposto picche. La nostra, a Mompantero, è stata una linea di opposizione, fin da subito. Così non so neanche cosa volessero chiedermi. In ogni caso non abbiamo bisogno di regali, risponderemmo allo stesso modo anche se la compensazione ci venisse offerta dal governo, da qualsiasi governo».
Onestamente, lei fatica a far quadrare il bilancio di Mompantero, un aiutino non le farebbe comodo?
«Mompantero ha 680 abitanti, io l’amministro da cinque anni, ce la siamo sempre cavata. E se ci dovessimo trovare in difficoltà con le casse comunali faremo come abbiamo sempre fatto, chiederemo prestiti alla Regione e alla Provincia».