«Noi sindaci, pronti al muro contro muro»

nostro inviato a Piacenza
La rivolta dei sindaci, che non vogliono le partite di serie B alle 15 del sabato, ha creato un muro contro muro con i club e la Lega Calcio. A guidare il gruppo dei sindaci, partiti in 12 e ora arrivati a 19, è il primo cittadino di Piacenza, Roberto Reggi.
Sindaco Reggi, come si sente a essere considerato un Masaniello, un agitatore insomma? Prorio lei che dovrebbe garantire l’ordine e la legalità.
«Mi sento davvero bene in queste condizioni, e soprattutto in buona compagnia. Perchè di sindaci con le mie stesse idee ce ne sono tanti. Ho iniziato questa battaglia e mi hanno dato del contestatore; adesso quasi quasi mi sento un moderato perchè altri miei colleghi mi hanno scavalcato quanto a idee bellicose. Finora ho cercato di evidenziare la consapevolezza dei rischi che corriamo giocando alle 15 del sabato e questo vale per i cittadini del centrosinistra e del centrodestra».
Ma valeva la pena scatenare questa rivolta?
«Sì, abbiamo dovuto tutelare gli interessi dei cittadini. È una realtà complessa, perchè in una città convivono realtà diverse: problemi di viabilità, ordine pubblico, scuole da presidiare. E poi dobbiamo anche salvaguardare la tipologia sociale: i giovani che nelle varie discipline minori, anche il calcio giovanile, fanno sport al sabato; chi lavora al pomeriggio e non potrebbe andare allo stadio. Insomma, siamo andati incontro alla società civile».
Intanto ha ottenuto di essere ricevuto da Galliani. Ma perchè in tutti questi mesi non vi siete mai parlati?
«Vorrei saperlo anch’io. Finora però non ho ricevuto una sua telefonata (la telefonata è arrivata nel pomeriggio e l’incontro tra i vertici della Lega e i sindaci avverrà mercoledì prossimo alle 11 a Milano, ndr). Io, con altri 11 sindaci, gli abbiamo scritto il 27 giugno, con copia anche a Gianni Petrucci e al presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ma siamo stati solo ricevuti una mattina da un funzionario, Brunetti».
E allora cosa chiederete, tutti voi sindaci, a Galliani?
«Gli sottoporremo le motivazioni che ci impediscono di essere d’accordo sulle 15 del sabato e poi formuleremo le nostre proposte: le 20,30 del sabato o le 15 della domenica sono gli orari migliori, o anche un altro orario della domenica o anche le 19 del sabato. Sappiamo che andremo a un muro contro muro, ma le nostre sono proposte alternative per salvaguardare il prodotto serie B e la sua autonomia».
Qualcuno ipotizza che lei faccia questa lotta per fini elettorali.
«Le prossime elezioni comunali saranno nel 2007, troppo presto per fare campagna elettorale. Voglio solo tutelare gli interessi pubblici dei miei cittadini di centrodestra e centrosinistra».
Dicono che lei, della Margherita, si è messo d’accordo col sindaco di Bologna Cofferati per buttarla in politica.
«Se è per questo c’è anche il sindaco di Catania, Scapagnini che è il medico personale del premier e che sull’argomento è il più ultrà di tutti noi. E anche i sindaci di Trieste e Arezzo, governate dal centrodestra, sono allineati».
Non si vede via di uscita: sindaci contro presidenti e sindaci contro Galliani. La B rischia di sfasciarsi.
«È guerra totale, muro contro muro, noi non molliamo e siamo pronti anche a bloccare le partite di recupero del mercoledì sera e anche oltre. Siamo in 19 compatti, mancano solo Bari, Crotone perchè c’è il commissario governativo e Torino per ovvi motivi».
Ma i club dai diritti tv ricavano soldi. Perchè non glieli date voi?
«Fossi matto. Li dovrei chiedere ai contribuenti e togliere magari fondi ai servizi sociali. Allora sì che i cittadini farebbero la rivoluzione. La Rai dà 8,5 milioni per i diritti con orario alle 15 del sabato e ne darebbe 4 con l’orario alle 20,30. Ma le società non si rendono conto che perdono molto di più per la mancata presenza dei tifosi».
Allora, sindaco Reggi, la vogliamo trovare una via d’uscita?
«Noi l’abbiamo pronta. Invece i signori del calcio li vedo abbastanza confusi. E la cosa mi preoccupa».