Noi soffriamo e loro giocano

Si stanno prendendo gioco di noi. Fino a ieri era un sospetto, ora è una certezza. Rifondazione comunista ha lanciato infatti, in forma ufficiale il gioco dell'estate. «Più divertente della (...)

(...) Settimana Enigmistica, più stuzzicante di un cruciverba, più interattivo di Second Life», dice il sito Internet. E poi precisa: «Si gioca insieme con gli amici o i vicini d'ombrellone». Firmato: Falce&Martello. Avanti popolo, alla riscossa: tombola rossa la trionferà.
Ma in che cosa consiste questo gioco dell'estate? Mosca cieca al Senato? Caccia al tesoretto? Quattro cantoni e molte cantonate? Qualcuno suggerisce: il gioco de Latorre. Ma è solo un'intercettazione. E nascondino? Troppi pretendenti. Il gioco dell'oca? Lasciamo stare, per carità di patria. Forse è un gioco di carte: in fondo sono sempre loro che fanno il mazzo. Lo fanno a noi, però. Che resta allora? Scopetta d'asso con Visco che pigliatutto? Tresette col (contribuente) morto? Unipol e altri tarocchi?
Macché: il gioco dell'estate consiste in questo. Si tratta di sbugiardare il governo. Punto per punto, frase per frase, promessa per promessa. Certo, la trovata non è proprio geniale, e per certi versi anche indigesta: dover pensare a Prodi sotto l'ombrellone potrebbe rovinare le vacanze, più che la mucillagine nel mare o l'invasione delle meduse. Ma qui il fatto divertente è che il gioco a sbugiardare il governo viene proposto da Rifondazione, cioè un partito di governo. Titolo: «Ma non avevate detto che...». «Sdraiatevi sulla sabbia e trovate le differenze tra quello che il governo ha detto e quello che fa», suggeriscono i comunisti di lotta, di gioco e di governo. «Trovate le differenze»: proprio come la Settimana Enigmistica. E del resto si sa che questa maggioranza è un rebus.
B (carta da gioco) Pro (si usa con l'ago). Soluzione: Basso Profilo. Non è perfetto? Si potrebbe dire che giocano sulla nostra pelle. O anche che giocano col fuoco. Perché, sia chiaro, «Ma non avevate detto che...» è un passatempo bellissimo, meglio del baccarat. Però è anche un po' pericoloso: si rischia di far saltare il banco. E di restare in mutande. Pensateci: fino a quando le bugie del governo vengono denunciate dall'opposizione, beh, si tratta del normale gioco democratico. Quando cominciano a denunciarle i partiti della maggioranza, allora siamo ai giochi mortali: dire, fare, baciare, lettera ma soprattutto testamento. Insomma, una penitenza.
E allora altro che divertirsi, come promette Rifondazione. Qui siamo a una sciarada senza soluzione, al puzzle che non si ricompone. L'unico vantaggio è che l'enigmistica applicata alla politica ci aiuterà a capire un po' delle cose che succedono in questi giorni. Per esempio: Visco promette di ridurre le tasse? È un gioco. E infatti dopo pochi minuti Padoa-Schioppa lo smentisce. Viene annunciato un accordo sulle pensioni? È un gioco. E infatti dopo pochi giorni la Cgil si pente. Persino le lauree honoris causa, con l'Unione al governo, vengono concesse solo per alcune ore, come nel caso di Jonella Ligresti: tocco, cerimonia, festa, e poi il ministro revoca tutto. Era un gioco. Il gioco delle tre carte. O anche: giochi senza frontiere. Non vi divertite? Abbiate pazienza: questo è solo un passatempo per l'estate. Paletta, secchiello, racchettoni e uno yo-yo chiamato Prodi. Appena si ricomincia a far sul serio sparisce tutto. Come le bolle di sapone in riva al mare.
Mario Giordano