«Noi, soli politici penalizzati»

Le misure di contenimento dei costi per la rappresentanza nei consigli circoscrizionali, comunali, provinciali e degli assessori comunali e provinciali contenuti nella Finanziaria approvata oggi (ieri, ndr) dal Parlamento rischia, per il presidente del consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti (Udeur), «di trasformarsi in una ingiusta misura di penalizzazione soltanto verso coloro che svolgono attività politica a diretto contatto con i problemi dei cittadini e del territorio». È quello che si legge in una lettera aperta inviata da Coratti al premier Romano Prodi. Con le misure previste nella manovra di bilancio, continua Coratti, «i consiglieri comunali e municipali, se decideranno di dedicarsi a tempo pieno all’attività istituzionale e chiederanno per questo motivo di essere collocati in aspettativa non retribuita per il periodo di espletamento del mandato, dovranno assumere a proprio carico l’intero pagamento degli oneri previdenziali, assistenziali e di ogni altra natura. In tutti gli altri casi, i consiglieri comunali e municipali non potranno più richiedere il riconoscimento dell’indennità di funzione precedentemente prevista a fronte della loro attività istituzionale ma saranno indennizzati esclusivamente con la corresponsione di un gettone di presenza il cui ammontare, peraltro sarà decurtato fino alla concorrenza di importi vicino ai famigerati 1000 euro, ormai individuata come la soglia della condizione di indigenza sociale». Inoltre, «la possibilità di impegno dei consiglieri sarà ulteriormente limitata dalle restrizioni aggiuntive previste nel caso di partecipazione a commissioni comunque denominate o a missioni fuori dal territorio dell’ente locale. Infatti, nel primo caso, non potranno percepire alcun compenso; nel secondo caso sarà abolita la specifica indennità precedentemente prevista, sostituita con il riconoscimento del rimborso delle spese effettivamente sostenute e di un rimborso forfettario omnicomprensivo». «Noi amministratori locali che di certo non apparteniamo alla “casta” - conclude il presidente del consiglio provinciale di Roma - siamo pronti comunque a fare la nostra parte però chiediamo che anche ministri, parlamentari e consiglieri regionali facciano la loro riducendosi gli appannaggi a 1000 euro al mese».