Noi vigili del fuoco siamo troppo pochi

Sono un caporeparto dei vigili del fuoco, in servizio presso il comando provinciale di Messina ed è la prima volta che mi rivolgo a un giornale per spezzare una lancia in favore di coloro che hanno dato la vita o lottano ogni giorno per salvarne, compiendo il proprio dovere 24 ore su 24. È di questi giorni la polemica per ciò che è accaduto a Patti e in altre zone in provincia di Messina, dove hanno perso la vita due persone e molte altre si sono ustionate. Si è lamentato il ritardo dei soccorsi: io vorrei spiegare in che condizioni lavoriamo. Il comando di Messina, sede centrale, comprende 5 distaccamenti terresti e 2 portuali e copre un’area urbana di circa 170 chilometri. Presso ogni distaccamento prestano servizio cinque vigili permanenti che compongono la squadra di soccorso. Quando sono fuori per intervento, si inserisce una segreteria di servizio, che invita a chiamare il 115, e la sala operativa invia per altre richieste di soccorso la squadra del distaccamento più vicino. I ritardi nei soccorsi sono imputabili alla distanza e alla viabilità dei centri urbani. Ciò accade in tutte le regioni d’Italia: i vigili del fuoco sono 20mila, divisi in quattro turni operativi e gli italiani 60 milioni. Basta fare due conti