Nokia, il gigante in crisi dalla carta igienica ai cellulari

Dalla carta igienica ai cellulari passando per stivali in gomma, computer e televisori. Questa la storia di Nokia, gigante finlandese per oltre 10 anni primo produttore di telefoni cellulari

Dalla carta igienica ai cellulari passando per stivali in gomma, computer e televisori. Questa la storia di Nokia, il gigante finlandese che per oltre 10 anni è stato il primo produttore mondiale di telefoni cellulari. Ora si deve accontentare del secondo posto, alle spalle di Samsung, con una quota di mercato sempre alta tra i cellulari a basso prezzo ma poco brillante sul fronte degli smartphone dove i coreani occupano di slancio la prima posizione tallonati da Apple.

La crisi di Nokia probabilmente ben rappresenta i mali dell'Europa degli ultimi cinque anni: la globalizzazione galoppante ha posto fuori mercato i siti produttivi europei mentre sul fronte della ricerca e sviluppo la società non è riuscita a interpretare le necessità degli utenti sempre connessi in rete anche tramite telefono cellulare.

Eppure agli inizi degli anni duemila tutti avevano un cellulare Nokia. I finlandesi sono stati i primi a capire che il cellulare non era solo un telefono. In pochi anni ci hanno messo di tutto: fotocamera, videocamera, radio, lettore Mp3 per la musica. Il mondo sembrava ruotare intorno a questa società, fondata nel 1865 da un ingegnere minerario che sfruttava le risorse del paese (acqua in abbondanza e foreste) per sfornare prima carta e poi gomma per stivali. E Nokia li a specchiarsi sulle acquie del fiume da cui prende il nome. Poi arrivano altri prodotti. Nokia comperò il know how per fabbricare televisori e computer dagli svedesi si buttò sull'elettronica ma le cose non andarono bene. Agli inizi degli anni '90 la svolta o meglio l'intuizione. In un mondo ancora senza Internet e telefonia mobile arrivano i primi telefoni portatili. Grosse valige con antenna. Poi la svolta. All'inizio i cellulari sono pesantissimi e la batteria dura pochissimo. È una specie di cornettone con tastiera incorporata. In dieci anni il cellulare cambia forma e misure. E anche funzioni. Si parte con gli sms, i messaggini. È un successo grazie anche alla diminuzione del costo degli abbonamenti alla telefonia mobile. Il cellulare diventa come la lavatrice: tutti possono permettersi di comperarlo. Per Nokia è un boom di vendite e di profitti. Il numero dei dipendenti cresce in maniera esponenziale: praticamente un finlandese su 3 è dipendente della società. Il quartier generale è una meraviglia, in legno e ampie vetrate, alle porte di Helsinki a Espoo circondato dalle acque del fiume.

Ma il mercato chiede novità. Nokia ha un'altra intuizione: un cellulare dedicato ai giochi. Spende molto compra addirittura un produttore di console e videogame, i nipponici di Sega. Nasce la N-Gage, il cellulare console presentato in pompa magna in tutto il mondo. Ma il prodotto non piace. In compenso la quota di mercato cresce. Nel 2007 si arriva al 40% peccato che proprio in quell'anno, Apple, forta dei successo del suo lettore musicale iPod, decide di fare un telefono cellulare con le stesse caratteristiche (schermo touch, facilità d'uso, grande attenzione al design) e con sistema operativo che permette l'accesso a un negozio online dove scaricare giochi, musica e una miriade di applicazioni a volte strampalate come la spada laser. L'iPhone ha subito un grande successo. A discapito degli smartphone, i telefoni intelligenti, che Nokia aveva inventato già nel 1996 con il ben noto Communicator, il primo cellulare con schermo e tastiera estesa per navigare su Internet e mandare mail. L'uscita dell'iPhone ha segnato il destino di Nokia. Nonostante il portale Ovi dove si potevano scaricare applicazioni e giochi il declino sul fronte degli smartphone è stato costante. Il colpèo di grazie è arrivato con il successo della serie Galaxy di Samsung, molto simile all'iPhone ma equipaggiato con sistema operativo Android inventato da Google nel 2008. Nokia snobba Android ma il suo sistema operativo Symbian si sposa male con le esigenze degli smartphone e degli schermi touch screen. In compenso continua con le acquisizioni nel 2007 compera Navtech, per le mappe e la navigazione Gps sui cellulari per 8 miliardi di euro.

Pensa anche al social network. Nel 2008 compera Plazes, una startup con sede a Berlino, creatrice di una Rete sociale basata sulla localizzazione geografica degli utenti e nel 2009 Bit-side per la realizzazione di software di localizzazione mobile da integrare con i sistemi già esistenti (Nokia Maps). Però non basta. Il declino è sempre più evidente. Così nel 2010 il canadese Stephen Elop (ex Microsoft) sostituisce Olli Pekka Kallasvuo come amministratore delegato del gruppo. Nel 2011 nasce la partnership con Microsoft per adottare Windows Phone 7 come proprio sistema operativo principale per gli smartphone. Con la collaborazione di Microsoft nasce la serie Lumia ma ancora non basta. Lumia non riesce a fonteggiare i colpi di Apple e Samsung negli smartphone e neppure quelli dei produttori cinesi come Zte e Huawei nei prodotti a prezzo inferiore. La società ha così annunciato la chiusura delle sedi produttive in Europa dove vengono lasciate solo le attività di ricerca. Nokia cerca ora di recuperare quote di mercato e sopratutto di trovare la chiave giusta, e i servizi ci sono dalle mappe alla musica passando per giochi (nei Lumia c'è la completa integrazione con Xbox, la console di Microsoft) e applicazioni, per tornare a essere protagonista nel mondo della telefonia mobile.