Nomade di 9 anni fermato 60 volte

Stavolta la stazione Centrale non c’entra niente, ma la storia che andiamo a raccontarvi parla sempre di baby borseggiatori, veloci come donnole, rapidissimi, imprendibili. Talmente furbi che, seppur catturati, sono capaci di fuggire anche dalle comunità protette dove vengono portati per farli allontanare dalle famiglie o semplicemente dalle strade e provare a farli crescere come si deve.
Alexander, 9 anni, rom, è uno di loro. Il suo fascicolo è fatto di sette pagine con tante identità, tutte diverse, fogli che, se sovrapposti, di sicuro superano la sua altezza: poco più di un metro e quaranta. Martedì, quando i carabinieri lo hanno fermato per la sessantesima volta, lui - vestito come un qualsiasi bambino della sua età, in jeans e scarpe da tennis, ma con in mano un cellulare di ultima generazione, subito spento e di cui (ha assicurato) si era dimenticato il codice d’accesso - aveva appena messo a segno l’ennesimo scippo nella nuova zona «in» della moda, via Tortona (in zona Porta Genova) dove ha sfilato dalla borsa di una 45enne un paio di occhiali, poi restituiti.
Tuttavia vi sbagliereste alla grande pensando che, dalla fine del 2005 a oggi, quelle indicazioni sui borseggi riguardino solo Milano dove, comunque, si è concentrata tutta la sua attività (con 50 segnalazioni). Alexander, infatti, ha girato tutta l’Italia: da Ancona a Roma, da Venezia a Milano.
Prima di crollare per la stanchezza, addormentandosi sulla scrivania di un ufficio dei carabinieri, il piccolo rom l’altra sera le ha provate tutte. E, come un attore consumato, prima ha gridato, alzando la sua voce roca; poi ha cominciato a piangere, a dimenarsi e a buttarsi per terra, proclamando con tutta la forza che aveva dentro la propria innocenza. E tra tutte le bugie che ha detto, forse, una verità c’è: «Non c’è nessun parente da chiamare - ha urlato quasi con rabbia prima di scoppiare a piangere - sono orfano».
Il bambino dice di essere nato il primo gennaio del 1998 (anche se gli esami ossei compiuti dagli inquirenti e che non sbagliano mai indicano invece un’età oscillante tra i 10 e gli 11 anni) di chiamarsi appunto Alexander e di avere origini romene. Ultimo recapito indicato ai militari il campo nomadi di Mortara, in provincia di Pavia.
Sempre scappato dalle comunità in cui era stato affidato ora Alexander è stato inviato ad una struttura fuori Milano dove ci sentiamo di dover raccomandare la massima cautela. Visto il soggetto.