«Nomadi, accoglienza in cambio di sicurezza»

Palazzo Marino: «Lavoreremo affinché il campo distrutto venga ricostruito»

Nel giorno di Natale, un saluto molto più che simbolico. L’assessore comunale alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, porta la vicinanza delle istituzioni a don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione «Casa della Carità», la struttura del quartiere Crescenzago che ospita uomini, donne e bambini senza fissa dimora. Tra di loro, anche i settantaquattro nomadi che avrebbero dovuto essere ospitati a breve nell’allestimento di Opera dato alle fiamme giovedì scorso. La Moioli conforta don Virginio: «Ti avevo promesso che non sarei mancata in questa mattina di festa ed eccomi qui».
«Quello che è successo a Opera è un fatto gravissimo - continua l’assessore -. Era stato raggiunto un accordo tra Comune di Milano, prefettura e Provincia: ora lavoreremo perché l’area venga nuovamente attrezzata». Una sorta di patto sociale tra cosa pubblica e rom: integrazione in cambio di legalità. Il problema ora è spiegarlo alla gente di Opera. «La vicenda è stata strumentalizzata. Oltretutto quei nomadi non sono espellibili in quanto regolari. La solidarietà deve andare di pari passo con la sicurezza e il rispetto delle regole. Loro si impegnano a mandare i propri figli a scuola e a non delinquere, noi garantiamo i controlli igienico-sanitari. Come faremo con i 40mila romeni in arrivo il mese prossimo? Il pregiudizio nei confronti dei rom, anche se fondato su alcuni errori compiuti in precedenza, non va assecondato. Ora vogliamo che tutto torni a posto in fretta».
La puntata in via Brambilla giunge a termine di una mattina di lavoro per la responsabile di uno settori più delicati dell’amministrazione cittadina. Prima la Santa Messa nel carcere di San Vittore, celebrata dall’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. Poi la visita agli anziani ospiti del Pio Albergo Trivulzio. Qui, accompagnata dal presidente Emilio Trabucchi e da una rappresentanza dello staff medico e dirigenziale, la Moioli si sofferma a scambiare quattro chiacchiere con i degenti nei reparti di accoglienza e riabilitazione. Per tutti un sorriso e gli auguri di un sereno Natale, nonostante la sofferenza. E per ciascuno, un chiodo fisso: «Chi viene a trovarvi oggi? Non abbandonare mai la terza età è uno dei pallini del mio mandato», sottolinea in separata sede. Dopo abbracci affettuosi, aver raccolto suggerimenti - a volte lamentele («per risolvere questi problemi alzo la voce nel mio ufficio...») e dato uno sguardo al menu natalizio, si va all’Istituto geriatrico «Golgi-Radaelli». Ancora un giro tra le corsie assieme ai dirigenti della struttura per portare gli auguri a nome della Giunta, con la convinzione: «A Milano esistono realtà straordinarie». Come nel caso dell’Opera Cardinal Ferrari, tappa successiva del «tour», dove sta per cominciare il tradizionale pranzo con i «carissimi», i disagiati e i senza tetto che tanto devono alla direttrice Maria Teresa Sarati agli oltre 80 volontari. La preghiera del cardinale Tettamanzi, appena reduce dalla solenne celebrazione in Duomo, precede il brindisi tra chi, almeno per un giorno, non è stato dimenticato.