«Nomadi, bomba a tempo ignorata da Prodi»

«Ogni giorno ricevo centinaia di lettere: il governo non garantisce la sicurezza»

da Roma

I rom? «Un vulcano, una bomba a tempo» che «va disinnescata» con «una moratoria», oppure «un serio controllo degli ingressi». E invece c’è solo un governo che «non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini». Parola di Beppe Grillo, che dal suo blog bacchetta l’esecutivo per le politiche sull’immigrazione e torna a chiamare il premier Romano Prodi «Valium».
«Un Paese - si legge sul blog del comico - non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L’obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all’altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom. È un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla».
«Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari. Una volta - ricorda - i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati». Sul blog viene poi pubblicata una «delle delle tante mail» ricevute sul tema: «Sono un cittadino italiano... sposato con una cittadina romena! Non sono un razzista! Ho casa in Romania! Ho amici in Romania! Ho parenti in Romania! La mia azienda è registrata in Romania! Ho iniziato a lavorare in Romania dal 2002! Ne ho viste di tutti i colori lì! Poi ho sentito Prodi e la sua bella Europa a 25... la grande comunità, dentro di me ridevo! La Romania dentro l’Europa! Chi avrà mai il coraggio di approvare questa idea incosciente! Ogni giorno si sente parlare di romeni in italia... è una continua vergogna... per mia moglie... per me! Da questo Paese vanno via a milioni... come sempre loro avevano sperato! Entrare nella Comunità europea per abbandonare il proprio paese... lo facevano da prima di entrare! Perché noi dobbiamo sopportare le decisioni dei pochi? Dove sono i nostri confini nazionali? Cosa è la Nazione?».
«Mia moglie è romena! Mia nonna era croata! Ma io sono italiano! I miei figli saranno italiani! Mia moglie è diventata italiana! Dà un contributo anche lei alla mia famiglia... alla mia casa... a questa nazione! Chi non lo merita basta! Fuori! - si legge nella missiva pubblicata - Fuori da questo Stato! Schengen non è servito a nulla! Non serve a noi italiani o ai tedeschi! Serve solo a questi ad approfittarne per venire qui e fare quello che vogliono! Lottiamo ogni giorno contro la mafia! La povertà! Di problemi in Italia ne abbiamo infiniti! Non siamo neppure noi pronti ad accoglierli! Non possiamo dargli le case! I nostri padri hanno sudato e lavorato per costruire questa nazione! Basta! Sono di sinistra... ero di sinistra! Ora basta! Fuori il marcio dai nostri confini... dalle nostre carceri... dalle nostre strade!». «Benvenuto chi invece ha voglia di lavorare e progredire insieme! Viva l’Italia!», conclude chi si firma «Nicola B.».