Nomadi irlandesi tentano di truffare le suore Carabiniere travestito da prete li fa arrestare

Per sventare una truffa ai danni di un convento di suorine, i carabinieri di Monza non hanno esitato a travestirsi da preti bloccando i malfattori.
Tutto inizia nel primo pomeriggio di lunedì. Il convento di via Mantenga a Monza è avvolto dalla calura di questi giorni. Al cancello delle suore si presentano cinque individui dai tratti anglosassoni. Dietro loro un camion carico di cemento e attrezzi da lavoro. Il fare gentile e la prospettiva di un regalo inaspettato aveva quasi convinto le suore a dar loro credito. I cinque si erano offerti di asfaltare il cortile con il carico del camion. «Piuttosto che buttarlo via preferiamo regalarlo» avevano detto a conclusione del colloquio. Ma le anziane sorelle non si sono lasciate ingannare dai modi garbati e dall’accento inglese anche perché sono quasi tutte reduci da missioni all’estero e hanno piena padronanza della lingua. «L’interno no - concludono le anziane religiose - ma certamente lo spazio antistante il cancello, anche se di competenza comunale, una mano di asfalto non avrebbe fatto che bene». Così il quintetto si mette all'opera di buona lena. Terminato il lavoro uno dei cinque rientrava con una scusa nel convento chiedendo insistentemente 5mila euro per quanto fatto poco prima. Ottenuto un rifiuto se ne andava minaccioso riferendo che sarebbe tornato il giorno successivo per riscuotere quanto dovuto. Le suore però non si sono lasciate intimidire ed hanno avvisato i carabinieri.
Questi ultimi per non destare preoccupazioni predisponevano tutto quanto per la trappola. Compreso un militare travestito da prete. Martedì 19 uno dei cinque suonava al citofono del convento chiedendo di parlare con la superiora. Nel colloquio ribadivano la richiesta di denaro senza però usare atteggiamenti violenti o minacciosi. Nonostante il diniego della madre superiora e del carabiniere travestito da prete, insisteva arrivando persino a contrattare sul prezzo. A questo punto le Forze dell’ordine, appoggiate da agenti della polizia locale, decidevano di intervenire mettendo fine alla recita.
Qui la sorpresa. L’uomo viene identificato come G. John, 30 anni, di origine irlandese, ma domiciliato al camping del parco di Monza con un gruppo di dieci connazionali, tutti con le rispettive famiglie nomadi. Nel periodo estivo il gruppo si trasferisce in Italia dove gli uomini lavorano come operai asfaltatori. L’uomo è stato accompagnato in caserma dove è stato denunciato per tentata truffa aggravata.