Nomadi nel camping fuorilegge del Comune

Il presidente del XVIII municipio Vincenzo Fratta: «Abbiamo posto i sigilli sull’area scelta dal Comune per trasferire gli zingari di Ponte Marconi»

Un nuovo campo nomadi, per di più abusivo, rischia di sorgere sulla via Aurelia. Il sindaco Veltroni avrebbe disposto in tutta segretezza il trasferimento, per ieri notte, di 600 zingari dal campo di viale Marconi a Castel di Guido. Il tutto, inoltre, su un terreno comunale che il Campidoglio avrebbe concesso a una società a un prezzo irrisorio per poi pagarne nuovamente l’affitto. La denuncia viene dal XVIII Municipio.
Ma andiamo con ordine. L’altro ieri i vigili urbani hanno sequestrato e posto i sigilli al camping «Lorium», in via Castel di Guido. Motivazione: le 110 casette prefabbricate, grandi dai 21 ai 30 metri quadrati e capaci di ospitare 5-600 persone in tutto, sono risultate completamente abusive. Come l’allaccio a un tronco di fogna che scaricava acqua in un fosso lì vicino. Nessuna concessione edilizia e consistente aumento dell’inquinamento per la zona se fossero state utilizzate.
Ieri, poi, la scoperta che i cinque ettari su cui sorge il campeggio sono del Comune che li ha affittati per circa 12mila euro alla «Nautica Aurob srl». «La quale - spiega Vincenzo Fratta, presidente del XVIII Muncipio - ha subaffittato il terreno al consorzio “Casa della solidarietà” per 250mila euro nonostante il contratto lo vietasse». Da lì si è scatenata la ridda di ipotesi per capire a chi fossero destinati i prefabbricati. «Gli operai avrebbero raccontato ad alcuni abitanti della zona - continua Fratta - che lì il Comune avrebbe trasferito circa 600 nomadi del campo di Ponte Marconi. Senza considerare che, nel caso in cui fosse accertato il rapporto tra Campidoglio e consorzio, il Comune avrebbe pagato venti volte tanto un terreno che era già di sua proprietà. In più Veltroni campione, a parole, della lotta all’abusivismo, avrebbe approvato, in questa caso, una costruzione totalmente al di fuori delle regole». La notizia del trasferimento dei rom, sebbene smentita da un comunicato dell’Ufficio stampa del Comune (nel quale comunque si ammette che il Campidoglio ha predisposto tale area all’accoglienza di persone in condizione di disagio), ha scatenato una vera e propria rivolta tra i cittadini della zona. La zona, infatti, soffre già di numerosi problemi. «Tra i fattori di degrado - hanno spiegato il consigliere regionale Fabio Rampelli, quello comunale Marco Marsilio e quello in XVI Municipio Marisa Barbieri, tutti di An - la discarica di Malagrotta e l’ipotesi di un nuovo gassificatore nella zona, la presenza di un altro campo rom a Massimina e un centro di permanenza temporaneo per extracomunitari a Ponte Galeria». A questi vanno aggiunte le cave in via di Casal Selce e l’altro campo zingari in via di Villa Troili, sempre sull’Aurelia.
Per questo i residenti di Massimina, Castel di Guido e Fiumicino si sono già mobilitati stabilendo un presidio davanti al campeggio per evitare il trasferimento dei nomadi che, secondo alcune voci, sarebbe dovuto avvenire ieri notte. Il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini dell’Udc, intanto ha già chiesto al prefetto di Roma Achille Serra di «intervenire e disporre la sospensione del provvedimento di trasferimento di nomadi nella zona di Castel di Guido». Stesse preoccupazioni per il consigliere comunale dell’Udc Gianfranco Bafundi: «Spero sia rivista la decisione di installare un nuovo campo nomadi in quell’area. Non si può continuare a penalizzare una zona che già presenta una problematica così difficile».
«Se questa è la logica con la quale la sinistra, che ormai governa il Comune, la Provincia e la Regione, vuole affrontare la questione dei rom, non possiamo sentirci tranquilli», ha commentato invece il presidente federale di An Vincenzo Piso.