Nomadi sgomberati: incubo a Porta Portese

Giuseppe Taccini

Hanno fiutato il colpo e stanno cercando di sfruttarlo per irrobustire illegalmente le proprie tasche. D’altronde, era difficile aspettarsi altro da chi fa rima con astuzia e da chi è abituato a vivere ogni giorno ai confini della legge senza troppi scrupoli. È per questo che alcuni nomadi, sgomberati qualche mese fa dalla struttura di via Ettore Rolli, a due passi dalla stazione di Trastevere, hanno invaso le zone limitrofe del mercato di Porta Portese. Sperando tra cianfrusaglie varie di «piazzare» a buon prezzo la merce presumibilmente rubata.
La denuncia arriva dal consigliere di Alleanza Nazionale del XVI municipio, Fabrizio Santori, che lamenta anche «l’inadeguatezza delle condizioni igienico-sanitarie» del quartiere. «I continui atti di microcriminalità nel quadrante di Porta Portese, dovuti alla presenza costante dei rom, stanno causando l’esasperazione dei residenti», sottolinea Santori. Il clima si è surriscaldato anche per le condizioni del Parco Ghetanaccio, che si è trasformato durante la settimana in un dormitorio di nomadi ed extracomunitari e la domenica mattina, come se non bastasse, in un mercatino di cianfrusaglie di dubbia provenienza. «Il parco, una volta luogo di ritrovo per bambini e anziani, è ormai inutilizzabile dai cittadini - denuncia il consigliere municipale di An - per la presenza di una baraccopoli di cartone e di tende da campo realizzate dai rom che espletano i loro bisogni tra le macchine parcheggiate e i banchi del vicino mercato rionale». Una casbah che per i residenti del XVI municipio non rappresenta una novità, gravitando in questo quadrante ovest di Roma anche altre zone frequentate dai nomadi, soprattutto in via Portuense e via Panfilo Castaldi. «A due passi del centro storico non è più possibile accettare una situazione divenuta indecorosa e ingovernabile dal punto di vista igienico-sanitario e per la sicurezza personale degli abitanti - conclude Santori -. Intervenga il Prefetto una volta per tutte». Prima che qualcuno dei residenti sia tentato di farsi giustizia da solo.