Nomadi, dopo gli sgomberi resta il degrado

«La drammatica tragedia che ha coinvolto la famiglia Reggiani ha dato seguito a una serie di polemiche sull’allarme sicurezza nella Capitale, scatenando anche l’ira xenofoba di piccoli gruppi di fanatici. Tuttavia, il Codici (Centro per i diritti del cittadino) aveva denunciato da diverso tempo la grave situazione in cui versa la Capitale e la presenza ormai ramificata sul territorio delle nuove mafie estere». È l’amaro commento consegnato ieri agli organi di stampa da Ivano Fossati, segretario nazionale del Codici.
«Probabilmente - prosegue Fossati - la questione sulla sicurezza e sulla criminalità organizzata a Roma è stata ampiamente sottovalutata dalle istituzioni ed è inammissibile che solo in seguito a una tragedia come questa si ponga seriamente attenzione al fenomeno della criminalità». Prendendo in esame fonti giudiziarie, l’associazione Codici denuncia la presenza sul territorio di nuove infiltrazioni mafiose, tra cui la criminalità esercitata dalle etnie rom. Non a caso, infatti, proprio lunedì - come riportato dal nostro giornale - una task force della polizia Municipale ha trovato fiumi di droga e reperti nei campi rom di via dei Gordiani. A testimonianza di come la presenza di queste nuove organizzazioni sia sempre più ramificata sul territorio.
«In particolare, le organizzazioni rom sono spesso dedite all’usura e al taglieggiamento - aggiunge il segretario del Codici -, allo sfruttamento dei minori e della prostituzione, ai furti e al traffico di droga. A conferma di quanto appena detto, basta ricordare l’arresto della famiglia rom che gestiva un ingente giro di cocaina nella Capitale il 23 settembre scorso». Il traffico di droga, secondo gli investigatori, è il nuovo business dei nomadi che, dopo i furti e l’usura, stanno sempre più occupando spazi considerevoli nel mondo del traffico di sostanze stupefacenti. Dalle segnalazioni pervenute, si sospetta anche la loro presenza nella gestione della prostituzione. «Non è chiaro - conclude Fossati - se siamo di fronte ad un business “in proprio” o a uno sviluppo di un’autentica organizzazione». Il Codici invita il Comune di Roma ad aumentare i controlli delle forze dell’ordine intorno alle stazioni ferroviarie e metropolitane, spesso teatro di aggressioni e traffici illeciti. Come fattore di prevenzione ha la sua funzione anche il decoro urbano. E Ludovico Todini, capogruppo di An nel XX Municipio, sottolinea lo stato di degrado in cui continua a versare, nonostante gli sgomberi, l’area di Tor di Quinto. «I romeni non ci sono più - spiega Todini -, ma è pieno di rifiuti abbandonati: rifiuti organici, buste di plastica, rifiuti ingombranti e nocivi, come le batterie delle auto, che servivano come alimentazione di corrente e bombole del gas». «In verità - come sottolinea Bruno Prestagiovanni (An), vicepresidente del consiglio regionale - i nomadi non se ne sono mai andati. Si sono solo spostati di poche centinaia di metri. Villaggi abusivi sono sorti nelle aree ex Anas degli svincoli della via Flaminia verso Prima Porta, situate a ridosso di piazza Saxa Rubra». «Una vicenda - gli fa eco Andrea Simonelli, consigliere provinciale di An - che avevo già denunciato con un’interrogazione in Consiglio provinciale chiedendo l’intervento del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. L’aspetto paradossale è che quelle aree sono di competenza dell’Astral che gestisce la rete stradale ex Anas, la stessa che in passato non ha consentito che venissero realizzate aree di sosta a servizio del quartiere».
«Ormai - conclude Prestagiovanni - non si tratta solo di eliminare le baraccopoli, ma occorre pensare a riqualificare le zone dove sorgevano le baraccopoli. Questo consentirebbe di scongiurare il risorgere di nuovi insediamenti abusivi sull’area bonificata e di creare finalmente spazi vivibili per i residenti».