«Nomadi troppo cari, si investa per la città»

La denuncia di Lega e Fi: solo per gli alberghi sono stati spesi 21mila euro

Michele Perla

Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma a chiudere l’infuocata campagna elettorale referendaria sulla realizzazione di un campo nomadi attrezzato a Rho, potrebbe essere lo stesso segretario della Lega Nord Umberto Bossi, vista l’importanza della singolare consultazione che si terrà domani.
La città è in fermento, divisa fra i sostenitori del progetto voluto dall’amministrazione di centro sinistra, e quelli che vi si oppongono: la Lega, i residenti nella frazione di Lucernate, i partiti della Casa delle Libertà, gli imprenditori che fanno capo all’Ail. Poi ci sono tanti altri cittadini convinti che gli oltre 600mila euro che la giunta vorrebbe spendere per sistemare decorosamente un centinaio di «figli del vento», si potrebbero utilizzare a favore delle categorie più deboli della città. Sul fronte opposto l’area cattolica, i disobbedienti vari, i partiti della sinistra. E da ultimo anche i parroci. I quali domenica hanno consegnato a tutti i fedeli presenti alle varie messe, un loro messaggio unito ad un intervento di don Virginio Colmegna, intervenuto ad una manifestazione ieri sera.
Non una posizione dichiarata quella dei sacerdoti, ma abbastanza eloquente per invitare i cattolici a votare sì al campo nomadi. Il «villaggio solidale» che il comune vuole realizzare in via Sesia, destinato ad accogliere i nomadi insediatisi abusivamente da circa una decina d’anni negli chalet in legno di via Magenta, dovrebbe costare 665mila euro. Ai quali vanno aggiunti ogni anno alcune centinaia di migliaia di euro per la gestione affidata ad operatori specializzati.
Un’opera che se dovesse vincere il sì, oppure se non si raggiungesse il quorum del 50% più uno, verrebbe realizzata in un anno circa. Un’opera che trova però sin d’ora l’opposizione dei rom di via Magenta. Non hanno nessuna intenzione di spostarsi dal loro campo, dove hanno comprato i terreni sui quali hanno costruito i villini in legno e sistemato le roulotte.
Comunque domani sulla scheda i rhodensi troveranno un quesito sibillino, che non parla espressamente di realizzazione del campo nomadi; fa invece riferimento alla variante urbanistica necessaria per la sua realizzazione. Approvandola con il sì, viene spianata la strada al progetto; bocciandola con il no, l’idea rimane sulla carta. Alle urne sono chiamati 44.466 elettori; 1.680 sono stranieri e potranno votare all’Auditorium di via Meda, mentre i giovani in età compresa fra i 16 e i 18 anni voteranno alla casa di riposo di via Cadorna. Per tutti gli altri nessuna novità: le 31 sezioni elettorali rimarranno aperte presso le scuole di Rho dalle 8 alle 22, e per votare occorrerà unicamente la carta d’identità senza alcun certificato. Lo spoglio avverrà subito dopo la chiusura dei seggi, ma soltanto lunedì sera potrà essere noto il responso dei rhodensi.