Nomadi, venti nuovi campi-fantasma

Venti nuovi campi nomadi abusivi sono sorti a Roma negli ultimi mesi. Il regolamento firmato a febbraio a Palazzo Valentini resta ancora subliminale. Casilino 900 non chiude. Ogni decisione spetta al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario governativo per l’emergenza nomadi. Deve decidere lui, su tutto. Ma Pecoraro chiede tempo. Quanto ancora?
L’elenco dei venti campi-fantasma è stato inviato un mese e mezzo fa in via riservata al generale Mario Mori, capo ufficio extradipartimentale del Campidoglio per la sicurezza, dal presidente della omologa commissione capitolina, Fabrizio Santori. Queste le principali localizzazioni: via dei Prati Fiscali (IV municipio), via del Flauto (V), via G. De Chirico, accanto al Centro Carni (VII), via di Tor Tre Teste (VII), via di Torre Spaccata angolo via dei Romanisti (VIII), via Luciani (VIII), via Whurer (VIII), via delle Cerquete (VIII), via di Torre Nova (VIII), via Don Primo Mazzolari (VIII), parcheggio sottostante stazione metro C Torre Angela (VIII), via del Quadraro (IX), parco pubblico via Paolo di Dono (XI), Grotte di Arcaccio (XI), Vigna Murata (XI), Ponte Marconi (XI), Parco archeologico Laurentino (XII), area verde Vignaccia (XVI).
Viadotti, parcheggi, canneti. In via Prati Fiscali Vecchia i rom avrebbero acquistato un terreno, per occuparlo con baracche, roulotte, camper, senza alcun controllo esterno. Via del Flauto, invece, sotto la Roma-L’Aquila, si trova a 20 metri dal famigerato campo de La Martora. L’insediamento, sorto il 12 febbraio, conta già un centinaio di persone, la Polfer giorni fa ha scoperto fra le baracche un forte traffico di stupefacenti. Il comitato di quartiere Colli Aniene ha inviato un fax di protesta alla prefettura chiedendo lo sgombero. Per ora nessuna risposta.
In via Tor Tre Teste le baracche sorgono al riparo di una collinetta: «È una piccola Casilino 900», denuncia la consigliera e vice-capogruppo Pdl Lorena Vinzi. Ma resta lì. Nell’VIII municipio, a Ponte di Nona, nei pressi del centro commerciale, le baracche vengono demolite dai vigili e «riassemblate dai rom lo stesso giorno», accusa il comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona. In via Don Primo Mazzolari, sempre a Ponte di Nona, una ventina di roulotte «rubano luce e acqua, con allacci abusivi alle case di fronte», denuncia il consigliere del Pdl Massimo Mancuso. Un coro di proteste.
È una città-fantasma. Ufficialmente non esiste. Ma la gente del posto vede e tocca con mano: furti, degrado, atti di delinquenza. I campi sorgono nei parchi, sotto i viadotti, nei parcheggi. Dalla sera alla mattina, come nelle stazioni, si susseguono arrivi e partenze. A quell’elenco, ad esempio, bisognerebbe aggiungere via Papiria, nel VII municipio. Qualche baracca sta tornando addirittura al vecchio campo di Casilino 700.
Purtroppo l’incertezza alimenta anche voci incontrollate. Come quella del trasferimento dei nomadi a Castel di Guido, XVIII municipio. La voce è nata giorni fa per l’arrivo di un certo numero di prefabbricati al campeggio Lorium. «Servono solo a un centro di smistamento della Protezione civile», smentiscono i consiglieri comunali del Pdl Federico Guidi e Alessandro Vannini. «Ma, a scanso equivoci, monitoriamo di continuo il Lorium perché ci riserva sempre sorprese negative», precisa Vannini. Resta incerta la sorte del campo di via Lombroso. Anche in questo caso gira voce che finirà col diventare uno dei tre villaggi rom autorizzati del futuro. Oggi via Lombroso ospita 130 rom, sarebbe destinato quindi a diventare tre volte più grosso. In campagna elettorale il presidente del XIX municipio, Alfredo Milioni, aveva promesso la chiusura del campo. Oggi rischia, suo malgrado, di perdere la faccia. L’ultima parola, come sempre, spetta però al prefetto Pecoraro.