«Nomadi, vu’ cumprà, box auto, sporcizia: così muore il rione Prati»

A piazzale Clodio di nuovo le roulotte di nomadi. In tutta Prati dilagano i vu’cumprà. Nuovi box auto si preparano a sventrare via Lepanto e via Germanico. Sulla situazione di diffuso degrado del XVII Municipio interviene Rosita Torre, esponente del Comitato Rione Borgo, già consigliera del XVII e portavoce del presidente Vernarelli.
Torre, partiamo dalle strade di Prati. Sono sporche o no?
«Tutto il territorio del XVII è sudicio. Come potrebbe essere altrimenti? Il contratto di servizio Ama-Comune, che Vernarelli ha sempre contestato proprio perché Ama-Comune e non Ama-municipio, parla chiaro: il 90 per cento delle strade ha una frequenza di spazzamento di 3/4 volte al mese. Si salvano i sette vicoli e le tre strade di Borgo dove, per contratto, lo spazzamento avviene quattro volte la settimana».
E il decoro urbano?
«Per quello parlano le foto pubblicate a dicembre 2007 sul mensile Il Quirino. Roulotte di zingari, marciapiedi dissestati, foglie e cartacce sparse a terra per giorni».
C’è chi lamenta che nel XVII ci sono troppi cani, che i padroni badano poco all’igiene quando li portano a spasso...
«Il minisindaco Antonella De Giusti parla di 30mila cani sul territorio. Mi sembrano davvero troppi. Ma anche prendendo per buono il numero, l’Ama nel XVII ha in dotazione 2-3 kamoto, di cui una non funzionante, e in organico un solo conducente abilitato. Anche se il parco si rimpinguasse, sempre una sola kamoto circolerebbe».
L’attuale minisindaco afferma, però, di avere trovato nel giugno 2006 il municipio ridotto come Bangkok...
«Troppo facile e troppo bolscevico dare le colpe alle amministrazioni precedenti. In questi due anni il centrosinistra cosa ha fatto?».
Magari avranno contrastato l’abusivismo commerciale...
«Tutt’altro. Da quando piazza Risorgimento e Ponte Sant’Angelo sono presidiate dalla Guardia di Finanza, i vu’ cumprà sono dilagati in via della Conciliazione, fino sotto i portici di San Pietro, in via San Pio X compreso Ponte Vittorio, in via Candia, in via Cola di Rienzo e in viale Giulio Cesare, per non contare i mercati rionali».
E le scuole? È vero che Vernarelli si era limitato a ripulire le facciate? «No. Pur con pochi fondi a disposizione il centrodestra era intervenuto strutturalmente. Avevamo risistemato le aule, gli infissi, gli arredi; abbattuto le barriere architettoniche, realizzato le scale antincendio; trasformato i vecchi cortili in campetti sportivi, come alla scuola Vico in piazzale degli Eroi e alla Col di Lana in via Monte Zebio».
Ma avete detto sì al cantiere della Metro C sui giardini di via Plava?
«Niente affatto. In giunta e in consiglio Vernarelli aveva bocciato il progetto della linea C perché inutile e pericoloso per la stabilità degli edifici. L’ok al cantiere sarà stato dato dai tecnici. In compenso dalla De Giusti sono stati approvati e/o ampliati e/o non è stato fatto nulla per frenare le richieste capitoline, nuovi parcheggi sotterranei: triplicati i box in piazza Cavour, di prossima realizzazione quelli al lungotevere Mellini, lungotevere delle Armi, piazza Prati degli Strozzi, via della Giuliana, via Germanico».
E il verde?
«Castel S. Angelo è in stato di totale degrado, nonostante i tanti soldi stanziati in occasione del Giubileo».
Che fine ha fatto la ludoteca aperta da Vernarelli a via Pompeo Magno?
«Chiusa. Come è chiusa la Casa-famiglia per minori retta da Suor Paola».