«Nome e cognome» per Liguabue

(...) con i ClanDestino, la storica band degli esordi, e il giovane chitarrista emiliano Niccolò Bossini; nei palasport sarà accompagnato da La Banda e negli stadi si esibirà con i ClanDestino e La Banda.
«Liga» festeggia a Genova il 5° disco di platino per il suo ultimo album. Il nuovo album di Luciano Ligabue è il più sincero e diretto della sua ricca collezione discografica. A cominciare dal titolo, Nome e Cognome, che senza finzioni rivolge la grande energia della musica verso il protagonista. «Ognuno di noi è la somma di tutti i momenti della propria vita. Quel risultato è, nel bene e nel male, unico. Nome e Cognome ha a che fare con la difesa di quell'unicità. Si affannano a metterci tutti dentro grandi contenitori appiattenti: generazione, pubblico, audience, gente. E poi, a fianco di parole così generiche, mettono un paio di aggettivi con cui si pretende di descriverci un po' tutti: la generazione annoiata o sognatrice o rassegnata ecc. Ma se è vero che un quadro d'insieme, in qualche modo, prima o poi va fatto, è anche vero che ognuno di noi andrà chiamato con il proprio Nome Cognome, con il rispetto della propria storia personale… - precisa Ligabue. - Ogni artista, quando si esprime, disegna il proprio autoritratto. È un autoritratto "interno", l'autoscatto alla propria anima. Mi è capitato di farlo anche in passato, quando ripenso ai miei dischi precedenti, mi sembra proprio di vedere delineati i miei tratti, la mia vita di allora. Questo processo si è ripetuto anche stavolta. Ho fatto ascoltare le canzoni ai miei amici, e tutti hanno trovato che mi raccontavo più del solito, mi hanno riconosciuto ancora più facilmente in queste canzoni. Eccola, allora, la mia fototessera. Quella di questo momento. Quella che si mescola con tutte le altre finite nella copertina del disco. E ognuna di queste ha Nome e Cognome».
«Nome e Cognome» è fatto di dieci canzoni più una piccola ouverture strumentale, una finezza che Luciano aveva in mente da tempo, un disco che inizia forte, con Il giorno dei giorni, e poi si veste di ironia, di struggimento, di sentimento, per tornare con naturalezza al rock più schietto e vibrante. La parola "rock" è volentieri sinonimo di energia maschile, di Marte in Ariete; qui il Liga prova a introdurre connotazioni femminili, con un bel contrasto che nasce da chitarre delicate e «certi passaggi liquidi, come ad aprire un po' il panorama». Canzoni come Le donne lo sanno e soprattutto Lettera a G. spiegano quell'idea di "autoritratto"; mentre Sono qui per l'amore, il delicato finale, introduce la suggestiva ipotesi di un Ligabue chansonnier che serenamente si abbandona alla dolcezza dei suoi pensieri.