La nomina Mostra del cinema

Sarà Michael Mann il presidente della giuria della 69esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Lo ha deciso il Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta su proposta del direttore Alberto Barbera. Una scelta oculata e di prestigio, volta a coniugare produzione di qualità e attenzione al mercato. Una scelta che potrebbe portare al Lido, dal 29 agosto all’8 settembre, l’attenzione delle major e dei media americani. Se qualche dubbio poteva peristere, la scelta di Mann conferma una volta la strategia della Biennale di occupare il centro della scena festivaliera italiana, accontentando critica e industria di settore. Considerato un «cineasta totale», pur non avendo mai presieduto la giuria di festival internazionali Mann è tra le figure più rappresentative e influenti del cinema hollywoodiano. La sua cifra stilistica si è imposta soprattutto nella rivisitazione in chiave moderna e metropolitana del thriller, con titoli come Manhunter- Frammenti di un omicidio, che già nel 1986 segnò la nascita sul grande schermo di Hannibal Lecter. Nato nel 1943 a Chicago, Mann si impone anche come produttore esecutivo della serie tv Miami Vice, ritenuta il manifesto sociologico degli anni ’80. Dopo L’ultimo dei Mohicani sul conflitto anglo-francese nell’America del nord del ’700, con Heat - La sfida, uno dei migliori polizieschi degli anni ’90, Mann torna al thriller urbano dirigendo Al Pacino e Robert De Niro, per la prima volta insieme nello stesso film (in Il Padrino II non avevano condiviso nessuna scena). In Alì, sperimenta il genere biografico con Will Smith nei panni di Muhammed Alì. Tre anni dopo dirige Collateral, presentato fuori concorso a Venezia, con Tom Cruise nel ruolo di un sicario e Jamie Foxx inconsapevole taxista costretto ad accompagnarlo nella sua missione omicida. L’ultimo film di Mann è Nemico pubblico, biopic sulla vita di John Dillinger interpretato da Johnny Depp.
MCav