«Nomine Atac, sgarbo alla giunta»

Mentre la nuova giunta del sindaco Gianni Alemanno comincia a lavorare, qualcosa si muove - ma autonomamente - negli organigrammi dell’Atac, l’agenzia per la mobilità. E al di là della coerenza onomastica, l’opportunità di mettersi a spostare caselle prima che sia il nuovo governo cittadino a decidere il da farsi, in una sorta di «spoil system ombra» è messa in dubbio da molti. Tra questi Fabio Desideri, consigliere regionale - e coordinatore per il Lazio - della Rosa per l’Italia, che non esita a bollare il balletto di nomine come uno «sgarbo istituzionale» verso la nuova amministrazione.
In fondo, nel suo discorso di insediamento lo stesso Alemanno si era augurato che i manager di nomina veltroniana, quantomeno «per correttezza istituzionale», presentassero le proprie dimissioni. Invece, spiega Desideri, «i vertici capitolini dei trasporti, ancora ben arpionati alle loro poltrone, hanno continuato a modellare i profili delle aziende che si occupano di mobilità anche all’indomani del ballottaggio che ha decretato l’uscita di scena del centrosinistra». Ultimo esempio, sottolinea l’esponente centrista, «la delibera 32 approvata il 5 maggio scorso dal Cda dell’Atac: oggetto del provvedimento «revisione macrostruttura organizzativa».
Insomma, se il neoassessore a mobilità e trasporti Sergio Marchi solo ieri ha partecipato alla prima giunta dell’era Alemanno, suona un po’ stonato che si proceda «ad assunzioni e a revoche di incarichi» o a «fantomatiche ristrutturazioni dei servizi nel corso di una fase transitoria», ringhia ancora il coordinatore della «Rosa» nel suo comunicato. Anche perché è sempre Desideri a sottolineare come lo zelo dell’Atac nel formalizzare movimenti di organico non trovi un parallelo nella gestione del servizio, in particolare di quello notturno. Che, dopo la riforma, funziona «a sorpresa», poiché adesso sulle paline delle fermate non sono più indicati gli orari di passaggio degli autobus «by night», nonostante il numero di linee e la frequenza delle corse siano stati irrobustiti. Un problema non di poco conto, secondo il consigliere regionale centrista, considerato che turisti e utenti del trasporto pubblico notturno restano letteralmente al buio: Il numero verde dell’Atac non è attivo dopo le 20, le informazioni via sms sono sospese dopo le 22. «In un altro Paese - l’ultimo affondo di Desideri - i vertici delle Tpl autori di questa ennesima defaillance, anche alla luce del cambiamento politico richiesto dai cittadini, non attenderebbero oltre ad abbandonare le poltrone». A Roma, a quanto pare, preferiscono riorganizzarle. Il Campidoglio gradirà?