Nomine e contratti, gli irriducibili

La giunta Marrazzo ormai ha finito la sua corsa. Già ma non si arrende. Difatti pure se i cittadini del Lazio l’hanno spedita a casa per direttissima, rimangono in carica gli scudieri. Quei manager appunto - sanitari s’intende - che seppur in prorogatio, dovrebbero limitarsi a tenere aperta l’azienda in nome dell’ordinaria amministrazione perché tra breve starà al nuovo presidente, Renata Polverini, effettuare le nomine di coloro che guideranno per i prossimi cinque anni la sanità laziale.
Certo è che a stare con le mani in mano, in fondo, ci si può annoiare. E allora cosa c’è meglio di una buona azione che accontenta qualche amico caro al vecchio centro sinistra? All'Agenzia di Sanità Pubblica (l'Asp) devono aver pensato proprio così i dirigenti quando, il giorno 1° aprile scorso, hanno assegnato un incarico alla dottoressa Pamela Pantano. Proprio lei sì, una vecchia conoscenza del panorama capitolino. L'ex assessore all'Infanzia nella prima Giunta Veltroni. «A volte ritornano» infatti. In questo caso la Pantano si andrà ad occupare di uno studio sulle valutazioni tecnologiche in medicina. Ma sempre nello stesso giorno i vertici dell’Asp hanno assegnato un altro contratto a un altro medico epidemiologo. L’indomani invece (e siamo al 2 aprile) sono stati sottoscritti altri 3 contratti a progetto: 2 per implementare il progetto informatico “Gipse on line” sulla sorveglianza sindromica degli accessi medici al pronto soccorso. Progetto che l’Asp avrebbe concluso nel dicembre 2008 da quanto si evince dai resoconti e dell’agenzia. Ma c'è anche un altro contratto per il progetto sulla Obi (Osservazione breve intensiva al pronto soccorso). Tuttavia se ci spostiamo altrove riusciamo a recuperare altre scartoffie che elencano nuovi ingaggi. Sempre il primo aprile il manager dell’Asl Roma A, Carlo Saponetti, colto anche lui probabilmente da noia, ha pensato bene di sottoscrivere la nomina del primario di riabilitazione motoria. È Danila Ranalletta il cui nome compare già inserito nell’atto aziendale per la ripartizione del budget 2010 redatto sempre lo stesso giorno. Che tempismo... Ma non è stato da meno Luigi Macchitella, general manager del San Camillo Forlanini che sempre il primo aprile ha ingaggiato 2 medici pediatri. E non è finita qui. L'accesso agli ultimi posti chiave era partito qualche settimana prima dell’appuntamento elettorale. Stiamo al 26 marzo quando sempre nell’Asl Roma A Saponetti firma i contratto di 2 ginecologi, un urologo e un biologo. Ma non basta. Si scopre, sempre lo stesso giorno, l’urgente necessità di realizzare un sistema informativo integrato per la salute mentale. Ed ecco chiamare altri 3 medici, 4 assistenti sociali e 5 tecnici per la riabilitazione psichica. Il costo della piattaforma per 23 mesi è di 320mila euro. Nell’Asl Rm/D Giusy Gabriele, direttore generale in carica, sottoscrive altri 7 contratti (siamo al 18 marzo): 5 medici psichiatri, uno psicologo e un assistente sociale. Non è da meno neppure il manager del San Filippo Neri, Domenico Alessio che il 17 marzo ha firmato un contratto di consulenza annuale all’ingegner Remigio Tecchia. Un ingaggio giustificato nell’atto di nomina con l’esigenza dell’immediatezza di proseguire alcuni lavori di ristrutturazione in ospedale in quanto il predecessore era andato in pensione. Si capisce che spesso urgenza possa far rima con emergenza ma D’Alessio poteva pure aspettare qualche settimana o meglio ancora poteva anticipare la nomina a stagione elettorale ancora chiusa. Certo è che davanti a questi fatti le considerazioni da fare saranno parecchie soprattutto quando si tratterà di decidere chi lasciare in sella e chi invitare ad abbandonare la propria poltrona. Il metro di giudizio che Polverini ha già in tasca - come ha specificato più volte - è la misura del debito. E si sa, quanto consulenze e incarichi costano all’erario regionale. Certe volte invece sembra proprio che i manager dimentichino l’enorme buco sanitario da colmare.