«Nomine Fiera, “strappo” con Formigoni»

L’Udc lombarda è in sofferenza e il segretario regionale, Luigi Baruffi, non fa nulla per nasconderlo. Il partito del ribelle della Cdl, Pierferdinando Casini, è sotto un fuoco incrociato: da un lato il leghista Roberto Maroni che critica le alleanze elettorali con l’Udc («un errore»), dall’altro una questione di posti, ovvero le nomine della Fiera dalle quali si sono sentiti esclusi. «Dicono che l’Udc vuole rompere la coalizione, ma gli strappi li fanno gli altri» dice Baruffi. E mette sotto accusa la scelta del Carroccio di correre in solitario in alcuni Comuni: «Se a Meda la Lega Nord non sarà nella coalizione di centrodestra, questo non può non portare conseguenze. Una potrebbe essere un ripensamento delle alleanze a Lissone e a Monza». E anche se in realtà dietro c’è un’altra partita (la candidatura di Alfredo Meocci a Verona), la minaccia di non sostenere il leghista Marco Mariani a Monza vuole dare il segnale del malcontento in Lombardia, dove si vota per 24 Comuni con più di 15mila abitanti e 2 provincie. «Noi siamo sempre nel centrodestra, la Lega e noi e poi i cattivi saremmo noi. Non mi piacciono i toni di Calderoli e Maroni» conclude Baruffi.
C’è poi (o forse prima) il tema che tocca da vicino gli interessi del partito in Lombardia. «Sulla Fiera c’è stato uno strappo serio con Formigoni» dice il segretario regionale, che ha chiesto al presidente della Regione un incontro urgente al quale si presenterà con l’assessore alla Politiche per la casa, Mario Scotti, e il capogruppo udc al Pirellone, Gianmarco Quadrini. «È un metodo non lineare, tanto più che il presidente della Regione ci aveva promesso una riunione che non è mai avvenuta - aggiunge Baruffi -. Non romperemo sui posti ma questo strappo con Formigoni mi dispiace perché non contribuisce all’equilibrio della coalizione».
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