«Non abbassiamoci al suo livello»

Caro Dottor Lussana, abbiamo voglia di cambiare: addebitiamo ai nostri nemici tutte le carenze possibili ma quando dobbiamo affrontare situazioni ormai vecchie, stantie, lacere e contuse, azime, e malcotte non tentiamo quasi mai di introdurre nuovi modi per controbatterle. E non dico nuovi modi per indicare metodi rivoluzionari ma per indicare sistemi che pur tendendo a raggiungere i fini previsti utilizzano nuovi mezzi per comunicare idee e contrarietà. E voglio riferirmi all'articolo pubblicato alcuni giorni fa e a mio avviso sempre in caldo dai titolo «Raccolta di firme contro Santoro» nel quale viene adombrata la possibilità di ricorrere ad una raccolta di firme da inviare per dimostrare che quel signore usa metodi e sistemi non veritieri ecc. e vorrei dire che coloro che in casi simili intendono manifestare i loro principi ed i loro sentimenti seguendo il sistema di cui si parla si abbassano al livello della persona che offende perché 1a tradizionale lettera firmata da centinaia dì persone è il sistema più trinariciuto del mondo; lo stesso che gli antenati del predetto conduttore usavano quando volevano illudere la gente colpita da soprusi incitando a fare raccolte di firme che poi andavano regolarmente archiviate con le risate dei 3N senza contare inoltre che l'opera della Divisione Ballaró è volta a ridare «nuova linfa all'imporrita pianta» linfa che nessuno potrà mai più darle da quando sono stati eliminati i gulag ed i campi di rieducazione siberiani. Ed allora? È proprio necessario rispondere a simili spropositi? Non provocazioni beninteso ma spropositi, considerando che certe persone credono ancora di vivere al tempo in cui esistevano i telefoni con solo audio ed il cinema non aveva il sonoro. Oggi chiunque ha potuto vedere quello che è successo in Piazza San Giovanni, e state tranquilli che la loro base lo ha visto e si interroga ed interroga, e che durante il comizio del predetto il nostro alfiere Tremonti lo ha fatto abbondantemente notare ed allora perché sprecare carta e inchiostro per dare soddisfazione al maldicente? È proprio questo uno degli scopi che si prefiggono i malcotti; poter ridere alle spalle di coloro che scrivono lettere collettive tanto poi «con il vostro il canone la nostra lauta panatica la pagate ugualmente».
Ma già che ci sono vorrei dire che tutti e specialmente loro parlano sempre di riforme senza mai dire cosa intendono anzi per certi versi sono pretesti per poter dire abbiamo deciso che decideremo un altranno. Ebbene sono le riforme di costume, quelle delle menti le riforme che dobbiamo perseguire quelle che mettono lo stato a servizio dei cittadini, con orari di lavoro e non di svago, quelle che applicano il costume di non chiedere allo stato quello che può fare ma di chiedersi cosa possiamo fare noi per lo stato, quelle che tendono al ripristino del valore della dignità, del decoro, dell'amore di Patria le riforme alle quali mettere mano, quelle riforme mediante le quali viene riconosciuto il principio che non si può fare osservare la legge con un'altra legge: la legge si fa osservare con la forza che sono le Ffss che lavorano per far viaggiare gli utenti e non gli utenti che viaggiano per far lavorare le Ffss e così per i porti non sono le merci che arrivano per far lavorare i portuali ecc. ed è solo così che fregandosene abbondantemente dei prefati anzi garantendo loro libera parola li facciamo annegare nella loro stessa broda. E ci conviene farlo subito senza perderci in bizantinismi per evitare che presto, in seguito ad altre riforme, nostro figlio recatosi a fare i compiti da un suo amichetto venga a casa dica «mamma ho visto la mamma di Elio che faceva la pipì come papà.
Gradisca i miei migliori saluti.
Silvio Camillo Repetto

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