«Non accettiamo lezioni di moralità dai Ds»

«Copertura della sinistra negli scioperi selvaggi e illegittimi»

Marianna Bartoccelli

da Roma

«Sono preoccupato dall’eventuale vittoria del centrosinistra: una coalizione in grado di demonizzare l’avversario, a cui vorrei ricordare che chi di giustizialismo ferisce, di giustizialismo perisce. E questo lo dico anche a Berlusconi, che per me non è certo un avversario ma un alleato». Tour elettorale nel cuore della sua Emilia, quello di ieri del presidente della Camera. Da Gaggio Montano alla festa della Neve dell’Udc a Corno delle Scale, passando per Vidiciatico, Pier Ferdinando Casini ha toccato i centri del Bolognese per dare il via alla sua campagna elettorale. Ed è stato un confronto a 360 gradi. Toni molto duri contro l’Unione ma anche puntualizzazione del ruolo dell’Udc e del proprio agli alleati della Cdl.
Dito puntato contro gli scioperi selvaggi di questi giorni dell’Alitalia, accusando i sindacati dei trasporti ma anche la sinistra di copertura: «Mi chiedo chi sono i sindacalisti protagonisti di questa mobilitazione selvaggia e illegittima e quali coperture hanno nella sinistra per portare nel nostro Paese caos in questo particolare momento».
L’opposizione è certo il bersaglio centrale di questo fine settimana del presidente Casini. Considera gli attacchi ai servizi segreti italiani, accusati dai Ds di aver fornito le intercettazioni su Fassino e D’Alema al premier, «un segnale di grave degrado politico» e invita Prodi a intervenire «per fugare i dubbi sollevati». Ma soprattutto sottolinea come un’eventuale vittoria del centrosinistra provocherebbe «grossi problemi al nostro Paese a causa della sua accozzaglia programmatica». E via all’elenco di tutte le divisioni all’interno dell’Unione: «In politica estera, sul fronte della laicità dello Stato, nella tutela della famiglia naturale, sulle grandi opere, sulla politica energetica». Ricorda così le critiche subite dal presidente Violante dai suoi alleati per essersi recato insieme a lui a Nassirya in occasione del Natale, e accusando la sinistra di voler portare il Paese verso una «deriva zapateriana» e di avere grande confusione sul tema dei Pacs, ribadisce i temi sociali della sua parte politica. «Noi siamo contro i Pacs. Se due uomini o due donne vogliono convivere bene, ma la famiglia deve essere fondata sull’uomo e sulla donna», precisa. Ma è su Unipol l’affondo più duro di Casini: «Ci preoccupa la scarsa consapevolezza di Fassino e D’Alema di fronte a questa vicenda. Non ci interessa sapere dove sono finiti i 50 milioni di Consorte, tocca ai giudici. Ma dal cuore dell’Emilia rossa diciamo che la sinistra, e men che meno i Ds, non è in grado di dare lezioni di superiorità morale a nessuno, tanto meno a noi moderati. Non avevamo certo bisogno del caso Unipol per denunciare un sistema che viola le regole del mercato».
Il tour bolognese di Casini è anche l’occasione per rivendicare di fronte agli alleati della Cdl il proprio ruolo: «Se oggi la partita elettorale non è chiusa lo si deve all’Udc», ribadisce. Dopo aver puntualizzato che l’avversario è Prodi, il presidente Casini spiega il senso del cosiddetto «attacco a tre punte» nella Cdl. «Ne abbiamo una che giganteggia. Ma le altre due impegnate a cercare elettori non sono in campo per avere gli applausi degli avversari», puntualizza. E aggiunge: «Nella Cdl c’è pluralità di opzioni, ma non siamo tanto stupidelli da cercare il consenso di chi vuole tenerci in panchina per i prossimi cinque anni. Non porteremo in Parlamento quinte colonne della sinistra, trasformisti o loro portatori d’acqua».
Casini non rinunzia a rivendicare con orgoglio la sua storia democristiana, puntualizzando comunque la fedeltà dell’Udc al centrodestra: «Sappiamo di essere degli alleati scomodi - ribadisce - ma lo siamo più per i nostri avversari. Prodi sa che siamo in grado di convincere i moderati italiani, quelli che non vogliono votare Berlusconi ma non se la sentono di premiare un centrosinistra così diviso».