Non è ancora finita Due scosse in 24 ore: nuovi crolli e terrore

L’Abruzzo non ha pace. Ieri sera, intorno alle 21.40 ancora una scossa tremenda con epicentro a nord dell’Aquilano: 5.1 gradi sulla scala Richter, un terremoto che ha spaventato anche Roma.
Altri crolli, tra cui una palazzina di due piani all’Aquila, ed è di nuovo allarme rosso. La paura ha svuotato del tutto l’Aquila. Gli sfollati sono saliti a 27mila, di cui 17mila nelle tendopoli e 10mila negli alberghi della costa. L' ordinanza con cui è stata dichiarata l'inagibilità di tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato del Comune de L'Aquila è «solo la fotografia di una situazione purtroppo già esistente», ha detto il sindaco Massimo Cialente: «Di fatto non c’è più alcun aquilano che abiti nella sua casa: troppo forte la paura che vi siano lesioni e di nuove scosse». E il bilancio provvisorio delle vittime sale a 287 vittime, tra i morti venti bambini. La terra ha tremato per quattro volte anche nella notte tra mercoledì e giovedì: alle 0.55 con una prima scossa a Pizzoli, a nord dell’Aquila con magnitudo 4.3, alle 2,52 la potenza è salita a 5,2, poi un’altra scossa alle 5,14 nell’aquilano e l'ultima di magnitudo 4 alle 6.32 ancora più a nord.
«Si comincia a capire che potrebbe non trattarsi della stessa faglia - spiega Gian Paolo Cavinato, ricercatore Cnr dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria -. Potrebbero essere più strutture sismo-genetiche diverse». E che il fronte si sia spostato lo dimostrano gli eventi sismici della notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 aprile.
Situazione confermata anche dalle scosse registrate ieri mattina con l'epicentro in una zona ancora più a nord dell’Aquila che ha toccato i paesi di Campotosto, Capitignano, Barete, Pizzoli e Montereale. E se il terremoto pare non essersi ancora placato, non si fermano nemmeno gli episodi di sciacallaggio. L’ultimo è stato scoperto ieri dagli agenti di Ponte Milvio a Roma, dove hanno arrestato per truffa un uomo di 32 anni che si spacciava come volontario di una fantomatica associazione di raccolta fondi per i terremotati. Ma c’è anche una buona notizia perché la squadra operativa per il recupero dei beni culturali ha salvato in extremis la reliquia, rimasta sotto cumuli di macerie, di Celestino V nel complesso di Collemaggio, a L’Aquila.
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