NON ARRENDERSI PRIMA CHE IL GALLO CANTI

Forse, c’è qualcosa che fa più male delle scritte. Ed è l’acquiescenza con cui alcuni laici, ma soprattutto molti cattolici di entrambi gli schieramenti, non reagiscono di fronte agli incredibili silenzi che accompagnano le scritte contro monsignor Bagnasco, il nostro caro don Angelo. Ormai - visto che la stupidità è contagiosa - fioriscono in ogni città. Ma a Genova sono nate e cresciute nel silenzio di troppi.
Invitiamo i lettori a fare un giochino. A vedere quanto si è parlato e quanto si sono commentate le primarie dell’Unione, un giochino di società che ha coinvolto una minoranza di una minoranza dei genovesi, e vedere quanto si è parlato delle aggressioni verbali al vescovo di Genova. C’è un abisso di spazi, di toni e di parole. E spiccano nel silenzio alcuni esternatori quotidiani per le primarie, non solo di sinistra o di centrosinistra. Mai esercizio fu più istruttivo per dare un giudizio sullo stato della politica (e anche su quello dell’informazione) a Genova.
Piccola parentesi: nei giorni scorsi abbiamo titolato in modo forte sui silenzi del sindaco Pericu. Ecco, mi piace sottolineare che quei silenzi non sono più tali. L’altra sera ho ricevuto una graditissima telefonata del portavoce del primo cittadino Alberto Leiss che mi informava di come, anche per la seconda (...)