Non assassinò l’amica: risarcita con 52mila euro

Ha trascorso 500 giorni agli arresti domiciliari

da Roma

Sarà risarcita con circa 52mila euro per ingiusta detenzione Daniela Stuto, la studentessa siciliana accusata di aver ucciso a Roma, nel febbraio 2000, con una dose di cianuro versata in una minestra, la sua amica Francesca Moretti, e poi scagionata con sentenza definitiva per non aver commesso il fatto.
La Quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha bocciato la richiesta di risarcimento di circa 500mila euro presentata dai legali della ragazza, che si erano rivolti alla Suprema Corte contro l’ordinanza della Corte d’appello di Roma del 2004 per ottenere un maggiore indennizzo. La ragazza era stata arrestata, processata e poi assolta nel corso di un processo che destò scalpore: per i suoi legali, tra l’altro, in un giorno di carcere e altri 500 circa agli arresti domiciliari, ha subito danni alla salute, morali e personali e un ritardo negli studi universitari.