Non basta Kidman per salvare «Fur»

Viviana Persiani

Un film goffo, che troppo pretende da se stesso. Fur - un ritraggio immaginario di Diane Arbus si ricorderà per l’interpretazione perfetta di Nicole Kidman, capace, da sola, di impedire che la cervellotica pellicola si distacchi dal sottile filo di equilibrio sulla quale è stata tessuta. Il film è una discrezionale rivisitazione della vita di Diane Arbus, la famosa fotografa che ha segnato un’epoca con i suoi ritratti di diversi: malati di mente, travestiti, senza casa. La pellicola, in particolare, vuole raccontare la ribellione dell’artista, decisa ad abbandonare la più «sicura» realtà borghese per lasciarsi travolgere dalle emozioni di chi vive al margine. Decisivo, in tal senso, l’incontro con il misterioso Lionel, che le farà riscoprire la sopita attrazione verso quell’universo freaks splendidamente immortalato nei suoi bianco e neri.
Protagonista de La sconosciuta, il film di Tornatore che sconfina tra generi diversi (dal thriller al melò) è Irena, una donna ucraina che abita in una città del Nord. La donna vive in una doppia dimensione: quella passata, dai cui incubi e fantasmi cerca di difendersi, e quella presente, occasione per riappropriarsi della propria identità di donna. Eppure, come un buon thriller, ecco delinearsi un piano. La donna cerca, infatti, di diventare amica della vecchia domestica di casa Adacher, per prenderne il posto. La famiglia, di orafi, è composta dalla moglie Valeria, dal marito Donato e dalla figlia Tea. Una volta assunta, la «sconosciuta» attua il suo disegno. La realtà, ma lo diciamo sottovoce, è che questo film di solitudine diventa meno accattivante e poco interessante man mano che si svelano particolari del passato della donna. Il cast è molto buono (in particolare, la Gerini e Favino) ma la sensazione è che con una sceneggiatura più coraggiosa ne avrebbero tratto giovamento tutti, in particolare il finale, qui esageratamente buonista e fiducioso.
Nonostante la regia di Lasse Hallstrom, risulta interessante L’imbroglio con un maturo Richard Gere che ben rende onore al personaggio di Clifford Irving, scrittore che agli inizi degli anni Settanta aveva scritto una finta biografia su Howard Hughes. Irving venne condannato a due anni e mezzo di prigione perché aveva, in realtà, falsificato documenti e millantato incontri, in modo tale da convincere l’editore alla produzione.
I film più visti a Roma dal 16 al 22 ottobre sono 1) Il diavolo veste Prada; 2) Scoop; 3) World Trade Center; 4) La sconosciuta; 5) N - Io e Napoleone; 6) Miami Vice; 7) Nuovomondo; 8) L’imbroglio; 9) Little Miss Sunshine; 10) Pirati dei Caraibi.