«Non è il biondino l’assassino di Milena»

Si riapre il caso sull’omicidio Sutter. L’avvocato Marazzita chiede un nuovo processo per Bozano: so chi è il vero killer

da Roma

Dopo 35 anni si riapre il caso di Milena Sutter, la ragazzina uccisa e abbandonata in mare nel 1971. Il colpevole, secondo l'avvocato Nino Marazzita, non sarebbe Lorenzo Bozano, assurto alle cronache come il «biondino della Spider rossa», e che sta oggi scontando una condanna all'ergastolo, ma «un ragazzo che all'epoca dei fatti frequentava la Sutter». Sul nome del presunto assassino c'è ancora mistero. Marazzita lo svelerà quando saranno concluse anche le ultime perizie medico-legali e oceanografiche.
Secondo la ricostruzione dell'avvocato, infatti, l'ora della morte di Milena è diversa da quella stabilita nella sentenza d'Appello che ha condannato Bozano, un'ora in cui il «biondino» si trovava in un altro luogo. Poi ci sarebbe una consulenza «oceanografica», che dimostrerebbe come «in quella parte del Golfo di Genova ci sia una corrente continua, che porta lontano ogni corpo che lì venga buttato». Se la tesi del legale si rivelasse attendibile, tutta l'impostazione del processo andrebbe rivista.
A cominciare proprio da quella cintura di pesi, che fu un elemento fondamentale per l'accusa. Bozano, infatti, aveva come hobby quello della pesca subaquea. E, inoltre, nel suo appartamento fu ritrovato un appunto inquietante, «uccidere, seppellire, murare».
È il 20 maggio quando dalle acque di Priaruggia, vicino a Genova, riaffora il corpo di Milena Sutter, 13 anni, rapita 14 giorni prima all'uscita della scuola. Ha i collant arrotolati ai piedi, un fazzoletto bianco intorno al collo, una cintura da sub stretta intorno alla vita. La ragazza, figlia dell'industriale svizzero «re della cera da scarpe», era stata strangolata.
Lorenzo Bozano viene arrestato e condannato per sequestro di persona, omicidio aggravato e occultamento di cadavere. In primo grado viene assolto per insufficienza di prove, ma in appello la condanna è pesantissima: ergastolo. Ma il giovane fugge dall'Italia e si rifugia in Francia, dove verrà fermato, casualmente, per guida senza cintura di sicurezza, nel 1980. Da allora è rinchiuso in carcere.
Lorenzo Bozano e Milena Sutter sono due protagonisti diversissimi. Lei è una graziosa e ricca ragazzina di 13 anni. Bozano un rampollo di una famiglia benestante, sbandato e con poca voglia di lavorare, ma amante della vita facile. Suo padre è un alto dirigente, ormai in pensione, della Costa Crociere. A innescare il movente dell'omicidio, secondo le ricostruzioni dei magistrati, sarebbe stato un precocissimo rapporto sessuale con la ragazzina, scoperto dal padre di Milena, il quale si era rivolto ai genitori del giovane.
Adesso, secondo l’avvocato Marazzita, c'è un'altra «traccia importante» per chiedere la revisione del processo: «Possiamo risalire ad una persona vivente, un ragazzo biondo con la Spider rossa che all'epoca faceva la corte a Milena Sutter. È possibile dimostrare anche l'iter di quell'auto che ancora esiste: è stata pitturata di verde, nascosta in un determinato luogo e ora è un ferro vecchio».
Marazzita del caso si occupò già all'inizio della sua carriera, quando accompagnava uno degli allora difensori di Bozano in primo grado, l'avvocato Giuseppe Sotgiu. E ora si mostra ottimista: «Quando ho iniziato a fare l'avvocato le revisioni dei processi si contavano a malpena sulle dita di una mano, oggi sono tante».