«Ma non c’è alcun motivo per chiedere scusa a nessuno»

È una storia di architetti ma non sta in piedi. Il primo, il direttore della Casa islamica di via Padova, Asfa Mahmoud, dopo l’invasione di piazza Duomo a Milano ha chiesto un incontro all’arcivescovo Dionigi Tettamanzi. «Per portare le scuse» assicura la Curia. Ma le scuse sembrano controvoglia: «Se si sono sentiti offesi ci scusiamo», dice Mahmoud, anticipando la presenza del collega, direttore del centro di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari, il quale se la cava con un «non ne so niente». Per l’imam di via Padova, Abdallah Tchina, «non sono le scuse il problema». Il vice vicario dei Sufi Mouelhi Mohsen (nella foto) spiega che «le scuse non sono ritenute necessarie perché non credono di aver sbagliato. Se poi servono... ». Fra gli organizzatori, l’architetto Mohammad Hannoun (Palestinesi in Italia) propone una «preghiera collettiva» e la direttrice di Infopal, Angela Lano, liquida il tutto: «Una cosa ridicola».