«Non c’è una bolla speculativa e i mercati cresceranno ancora»

Il nuovo anno sarà ancora positivo, ma gli investitori si preparino a qualche scossone

da Milano

«Negli ultimi tre-quattro anni i rialzi dei mercati azionari sono stati consistenti, con il raddoppio degli indici dal marzo del 2003. Nonostante questo io dico: cresceranno ancora, anche se con minore slancio». Gianni Ferrari è il responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Mb e vicepresidente dell’Aiaf, l’associazione degli analisti finanziari.
Ma molti sono convinti che in questi anni si sia gonfiata una «bolla speculativa» che potrebbe esplodere proprio nel 2007...
«No, io non ci credo, e la mia affermazione trova un riscontro sostanziale. È vero che le quotazioni medie in quattro anni sono raddoppiate, ma da allora sono raddoppiati anche gli utili delle società. Il rapporto prezzo-utile è rimasto invariato, se non addirittura sceso. Prendiamo, come esempio per tutti, l’Eni, primo titolo italiano per capitalizzazione: quattro anni fa quotava 12 euro, oggi più del doppio, 25,7; ma l’utile per azione di allora era meno della metà di oggi. Le attuali valutazioni medie delle azioni - parlo di Italia ed Europa - sono 12-13 volte i profitti, un rapporto più basso delle medie storiche».
Dunque, puntare sulle azioni...?
«Con prudenza. Anche l’ampia liquidità disponibile è un elemento di fiducia, ma dopo anni di crescita solida e - salvo un paio di interruzioni - costante, c’è da aspettarsi maggiore volatilità. Agli scossoni che non ci sono stati negli ultimi 24 mesi, dobbiamo prepararci: ricordando che i saliscendi repentini fanno guadagnare gli speculatori, ma talvolta massacrano il cosiddetto fai-da-te. Chi, del resto, in questi anni ha visto raddoppiare senza ansie il proprio portafogli, alle prime turbolenze potrebbe essere indotto a monetizzare... Comunque, il 2007 a mio avviso chiuderà ancora con segno più».
L’investimento in strumenti obbligazionari o monetari è un’alternativa?
«A differenza di un paio d’anni fa, i titoli di Stato rendono più dell’inflazione: oggi un Cct offre il 3,85% contro un’inflazione del 2-2,20%. Questo può rappresentare un ripiego, un’alternativa o un parcheggio se chi viene da ampi guadagni decide di stare più tranquillo».
Questi discorsi valgono per Italia ed Europa. Come vede l’investimento negli Stati Uniti?
«L’investitore europeo è condizionato dal cambio; l’euro nel 2002 valeva 0,82 sul dollaro, oggi è a quota 1,32 e mi sembra probabile che possa toccare 1,37. Il cambio erode dunque le plusvalenze che si possono ottenere sulle borse americane. Oltretutto per l’economia degli Stati Uniti si prevede un primo semestre in decelerazione; e da qui a frenata e recessione il passo può essere breve. Ma è chiaro che se il secondo semestre sarà positivo, il cambio potrà tornare verso 1,28».
E altre aree, per esempio l’Asia?
«Vedo positivamente qualche investimento in Giappone, dove il rischio massimo non è di perdere, ma di lasciare i propri soldi dormienti».
Quali saranno i settori che daranno più soddisfazioni nel 2007?
«Non diversi da quelli che si sono apprezzati nel corso del 2006: penso ai titoli finanziari, specie nella prima parte dell’anno: e quindi banche e compagnie di assicurazioni. E poi ai titoli ciclici, ovvero tutti quelli industriali più sensibili all’andamento generale dell’economia».