Non c’è Carla, ecco la reginetta del vertice

Tutti a casa, il vertice di Bucarest è finito. Per qualcuno il rompete le righe suona come la fine di un’epoca. È il caso del presidente russo Vladimir Putin, che tra un mese lascerà la poltrona a Dimitri Medvedev. In conferenza stampa lo zar russo ha lasciato per una volta trasparire i suoi sentimenti: «È come la fine del servizio militare», ha raccontato con emozione, «sono contento di togliermi questo fardello anche perché il mio successore è una persona preparata». Infine il ringraziamento ai giornalisti del suo Paese che, ha detto, nei suoi otto anni da presidente hanno «informato il mondo con obiettività e hanno contribuito a dare al mondo un’immagine veritiera della Russia». Un’affermazione, quest’ultima, accolta con un applauso dagli inviati russi che seguono il Cremlino, non nuovi a gesti di affetto per «Vladimir Vladimirovich». Quanto ai bilanci, a differenza di altre riunioni dell’Alleanza, il summit di Bucarest è stato risparmiato da proteste anti-Nato. Il vertice, che ha visto la partecipazione di 62 capi di Stato, si è svolto in assolute condizioni di sicurezza. Finite anche le manifestazioni collaterali. Mentre i big della Nato discutevano di difesa le loro consorti si sono godute visite ai musei, concerti e sfilate di moda. La più visibile è stata Laura Bush, intervenuta ieri anche al vertice dei giovani atlantisti insieme al presidente afghano Hamid Karzai. In assenza di Carla Bruni, che non ha accompagnato il marito Nicolas Sarkozy, i media hanno eletto la «star» del summit la first lady dell’Azerbaigian Mehriban Arif Gizi Alieva.