«Non c’entra la lotta all’evasione Il boom nasce dalle nuove imposte»

L’ex viceministro Baldassarri: «Il premier si finge sorpreso quando già nel dicembre scorso Visco annunciò in Senato un aumento delle entrate»

da Roma

Romano Prodi dice che «c’è un minimo in più di serietà fiscale»...
«Al presidente del Consiglio vorrei rammentare una frase che Guido Carli, nei primi anni Settanta, disse a un ministro del Tesoro nel pieno di un evento pubblico: “Signor ministro le ricordo che non tutti gli italiani sono cretini”». Chi parla è Mario Baldassarri, oggi senatore di An; ieri viceministro dell’Economia; l’altroieri economista e docente universitario.
Che vuol dire? Non sono buoni i dati fiscali?
«Certo che sono buoni, ma non si possono spacciare per una sorpresa. È dal 12 dicembre scorso, dalle tabelle illustrate al Senato da Vincenzo Visco che sappiamo come il gettito fiscale quest’anno sarà pari a 726 miliardi. Con l’aumento annunciato ieri siamo arrivati a quota 720. Eppure, il bilancio dello Stato continua a registrarne solo 703, in quanto il Bilancio di assestamento che avrebbe dovuto fotografare il maggior gettito registrato nei mesi scorsi, e che ha innescato il decreto sul tesoretto, non è stato presentato a giugno; arriverà a settembre».
E col Bilancio di assestamento arriverà il maggior gettito...
«Certo. Ma con un particolare. La Costituzione italiana prevede che ogni legge di maggiore spesa dev’essere coperta. Il capo dello Stato ha firmato prima dell’estate un decreto sul tesoretto palesemente scoperto: perché in nessun documento del governo c’è traccia del maggior gettito. Il contenitore doveva essere il bilancio d’assestamento. Ma non è stato presentato. Ne consegue che da fine giugno è in vigore un decreto non coperto».
Con questi dati sulle entrate, però, sarà più facile fare la Finanziaria del prossimo anno...
«Non credo. Innanzitutto bisognerà vedere quante saranno le entrate che verranno considerate strutturali. Eppoi, ripeto: il governo sapeva che il gettito avrebbe seguito questo trend; ma non lo poteva dire, altrimenti non poteva fare una Finanziaria da 35 miliardi di tasse destinate a coprire maggiori spese».
Torniamo alla Finanziaria per il 2008...
«Credo che Padoa-Schioppa avrà qualche problema. Con il Dpef, il ministro ci ha detto che deve coprire 21 miliardi, a cui bisogna aggiungerne 2 per l’eliminazione dello scalone previdenziale e altrettanti per il contratto degli statali. E siamo a 25 miliardi. In termini di deficit tendenziale, quindi, viaggiamo intorno al 4%. A cui bisogna calcolare l’effetto della minore crescita: era stimata all’1,9%, probabilmente non sarà superiore all’1,3%. E siamo a un deficit tendenziale del 4,3%. Il deficit previsto per il 2008 è al 2,2%; quindi Padoa-Schioppa deve fare una manovra da 2 punti di Pil: 30 miliardi».
Nel Bilancio d’assestamento, però, verranno calcolate le maggiori entrate...
«Certo, rispetto alle tabelle di Visco di dicembre sono ancora sotto di 6 miliardi. Verranno fuori a settembre: un po’ alla volta, per far vedere che l’andamento delle entrate è figlio della lotta all’evasione, mentre era tutto previsto. Resta un fatto: la manovra per il 2008 sarà oltre i 20 miliardi di tagli. Oppure alzerà il deficit, portandolo vicino al 3%».