Non c’è pace per Battaglia contestato anche in Ciociaria

Piove sul bagnato per l’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia, contestato non solo a Roma ma anche nelle altre province del Lazio, ad iniziare da quella di Frosinone. La settimana scorsa la Cgil della provincia ciociara ha denunciato il fatto che la giunta regionale ha destinato 70 milioni di euro per ristrutturare, ammodernare o completare diversi ospedali in tutto il Lazio, ma senza che neppure un centesimo sia finito in Ciociaria: «Poniamo un interrogativo – ha detto Beatrice Moretti, della segreteria provinciale della Cgil –: non si poteva dirottare una piccola parte di tutti questi soldi anche a Frosinone, dove di alcuni servizi c’è un urgente, disperato bisogno?». E non è andata meglio all’assessore regionale alla Sanità l’altro ieri, durante una visita programmata in quattro ospedali ciociari. Ad Alatri, ad esempio, ha trovato ad accoglierlo per contestarlo una folta delegazione di esponenti di Forza Italia (con in testa il neodeputato Antonello Iannarilli) ma anche di comuni cittadini. L’ospedale di Alatri, infatti, finora un fiore all’occhiello per la sanità provinciale, cade letteralmente a pezzi, ma dalla Regione ancora non si vedono interventi, a fronte di uno stanziamento di 3 milioni di euro deciso dalla giunta Storace. Quei soldi, però, ora non si trovano più e solo a giugno, come ha garantito Battaglia, dovrebbe essere approvato il progetto esecutivo per i lavori. Battaglia ha proseguito il suo tour a Cassino, Anagni e Sora, altri ospedali che in effetti da alcuni mesi a questa parte stanno conoscendo un continuo improverimento di specialità e professionalità, a cominciare da Sora, dove ha addirittura chiuso i battenti il reparto di Oncologia. Le contestazioni nei confronti di Battaglia sono anche politiche, visto e considerato che ha visitato solo gli ospedali dei centri dove si voterà tra due settimane per le amministrative, facendosi accompagnare dai candidati sindaco del centro-sinistra. Ma la sanità provinciale soffre anche di problemi di… quotidiana sopravvivenza. Non più tardi dell’altro ieri, ad esempio, ha destato scalpore a Frosinone il caso di una paziente del reparto dermatologia, spostata da un momento all’altro a medicina a causa della chiusura improvvisa del reparto per carenza di personale. A parte il disagio del trasloco, la poveretta, una donna di 55 anni affetta da diabete, ha dovuto fare i conti anche con la banalissima mancanza di garze. E così, l’ulcerazione di un piede le è stata incredibilmente tamponata con dei pannoloni, di quelli solitamente usati per gli incontinenti. Ieri mattina, ennesima protesta all’ospedale di Frosinone: questa volta a fare la voce grossa sono state le mamme dei piccoli pazienti ricoverati nel reparto di terapia intensiva neonatale, che rischia di chiudere i battenti o, nella migliore delle ipotesi, un trasferimento nella lontana Cassino, nell’ambito di un piano di razionalizzazione delle strutture sanitarie che il nuovo direttore generale della Asl, Giancarlo Zotti, nominato dalla giunta Marrazzo, sta attuando in queste ultime settimane.\