Non c’è Pacs nell’Unione e i veleni sfiorano il Vaticano

Coppie di fatto: Fassino attacca Mastella La Cei costretta a smentire: con il Papa non abbiamo parlato delle convivenze

da Roma

Il riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto arroventa il clima dentro l’Unione, avvelena i rapporti tra alleati e finisce pure per provocare un infortunio con la Santa sede. Un’agenzia riporta come indiscrezione la notizia di pesanti pressioni, che verrebbero esercitate dal Vaticano direttamente nei confronti del vicepremier Francesco Rutelli, affinché blocchi l’iter del disegno di legge sui conviventi. La questione, precisa la nota dell’agenzia Apcom, sarebbe stata anche affrontata in un colloquio privato svoltosi ieri tra il cardinale Camillo Ruini e Papa Benedetto XVI. L’agenzia fa cenno anche a un incontro tra il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, e il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, specificando però che i due non avrebbero parlato di Pacs.
Le indiscrezioni vengono subito seccamente smentite e in modo talmente risentito da fare, queste volta sì, davvero notizia. Quella sul pressing del Vaticano dall’ufficio stampa della Margherita, che le definisce «fantascienza». Quelle sull’oggetto del colloquio tra Ruini e il Papa dal portavoce della Conferenza episcopale, Claudio Giuliodori, che parla di «malcostume giornalistico». La più irritata appare la Bindi che dirama una nota gelida su «ricostruzioni prive di fondamento» per rivendicare la sua «storia di credente» e assicurare di «fare tesoro delle parole della Chiesa», ma anche di essere in grado «di assumermi le mie responsabilità per il bene del Paese». Prima delle smentite arrivano i commenti di chi sembra disponibile a credere ad un pressing del Vaticano come il presidente della Rosa nel pugno, Roberto Villetti, che chiede di smentire l’intervento e viene accontentato.
In questo clima e nonostante l’avvertimento del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che promette di non votare il testo sul riconoscimento delle convivenze, il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini non si ferma. «Porteremo il disegno di legge sulle coppie di fatto in Consiglio dei ministri entro i tempi previsti dalla mozione dell’Ulivo». Tra lei e la Bindi, l’accordo è raggiunto e dunque entro il 15 febbraio il ddl approderà in consiglio dei ministri. Se poi il ddl sopravviverà al passaggio prima in consiglio dei ministri e poi in Parlamento, soprattutto in Senato, è storia tutta da scrivere. In soccorso del governo arriva il segretario della Quercia, Piero Fassino. Per il leader ds è giusto che l’iniziativa legislativa sulle coppie di fatto sia del governo, ferma restando la «sovranità» del Parlamento nell’approvare il provvedimento. Sulle coppie di fatto insomma l’Unione è entrata in un labirinto del quale non riesce a trovare l’uscita. Lo scontro interno alla maggioranza fra cattolici e sinistra radicale prosegue senza esclusione di colpi ma nessuno a questo punto può tornare indietro perché finirebbe per tradire spudoratamente gli impegni presi con il proprio elettorato. Il guaio è che l’Udeur e una nutrita fetta della Margherita hanno promesso di tutelare la famiglia basata sul matrimonio mentre Quercia, verdi, Rifondazione, Pdci, Rosa nel pugno devono marcare la differenza dal precedente governo di centrodestra e rendere conto a chi li ha votati per veder equiparati i diritti tra le coppie di fatto, omo o etero, e la famiglia tradizionale.
Un braccio di ferro che logora l’Unione dall’interno e non riguarda soltanto i temi etici. E così tra i cattolici della Margherita e i rappresentanti della sinistra radicale è partita una gara a chi fa più male alla coalizione con un pesante scaricabarile sulle responsabilità. Mastella prima e Rutelli poi hanno messo sotto accusa la sinistra radicale che sulla politica estera procede per conto suo. Prontamente il segretario di Rifondazione, Franco Giordano ributta tutte le accuse verso gli alleati moderati. «Sistematicamente settori del centro mettono in difficoltà la coalizione», dice Giordano, che insiste sulla necessità di riconoscere le unioni di fatto e rivendica «il tema della laicità dello Stato». Anche il capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio punta il dito contro gli estremisti di centro. I pacs e il voto sulla base Usa, dice, dimostrano che «è in atto un’offensiva del radicalismo di centro che può danneggiare la coalizione».