Non c’è da ridere ma piuttosto da ragionare

Leggo sul Giornale del 15 marzo a pagina, 44 a firma della signora Rossana Negri Bormioli una disquisizione sul «Che l’inse» di Balilla.
Sarei curioso di conoscere la congrega di linguisti che scartando la provenienza dalle principali lingue occidentali non ha pensato a cercare sul «modo di parlare» di noi Genovesi, tanto più che il fatto di Balilla avvenne a Genova.
Tutti sanno che il nostro «modo di parlare» è piuttosto ostico ai forestieri, ma tutti i genovesi sanno che la frase in oggetto significa: (Volete) che la cominci?
Dove «la» è un pronome che sottintende: rivolta, guerra ecc.. Infatti «insare» in genovese significa: cominciare.
Circa l’etimologia della parola in sé non so pronunciarmi perché non sono un etimologo ma nel genovese abbiamo parole di tutte le lingue occidentali, arabe, greche e liguri preromane, per cui il campo di ricerca è piuttosto vasto.
Per inciso ho usato il termine «modo di parlare genovese» per non suscitare nei lettori un risolino compassionevole, ma noi genovesi consideriamo la nostra una vera e propria lingua che purtroppo si va perdendo con la mia generazione.
Siamo rimasti ormai piuttosto pochi a parlarla ma siamo tosti. Non mi pare quindi il caso di ridere ma di informarsi e ragionare.