Non ce l’ha fatta la gioielliera aggredita in negozio

È morta ieri mattina, nell’ospedale Maggiore di Novara, la gioielliera Ida Lagrutta, di 45 anni, (nella foto accanto), ferita lo scorso 18 novembre durante una rapina nel suo negozio nella città piemontese. La donna era stata colpita al capo con un corpo contundente, forse il calcio di una pistola, e aveva subito una serie di fratture per le quali è rimasta in coma farmacologico nel reparto rianimazione. Domenica notte c’è stato un aggravamento delle sue condizioni, da alcuni giorni già molto critiche. Ida era stata ferita da sconosciuti che erano entrati nel negozio che gestiva insieme al marito. La ricostruzione di quanto accaduto appare tuttora complesso, perché la rapina non ha avuto testimoni e le telecamere del negozio non hanno registrato nulla. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Novara, ma al momento non ci sono novità sostanziali: l’ipotesi più probabile è che la rapina sia finita con l’aggressione dopo che Ida Lagrutta aveva dato l’allarme, ma alcuni elementi (in particolare, la violenza con la quale il suo assassino ha infierito sul capo della donna) non fanno escludere altri moventi. Per il vicepresidente della Provincia di Novara, Luca Bona (Lega Nord), «dopo il cordoglio» per la morte della gioielliera Ida Lagrutta è arrivato il momento di «un giro di vite sulla sicurezza». Bona ha reso omaggio, «a nome di tutta la Provincia, alla figura di Ida Lagrutta, vittima - ha sottolineato - di un’efferata aggressione durante il suo lavoro. La sicurezza del nostro territorio - ha aggiunto - è prerogativa indispensabile per il benessere della nostra comunità».