Non ce l’ha fatta lo studente caduto dal tetto

Alessandro Lops non ce l’ha fatta, autorizzato l’espianto degli organi. Si sono spente anche le residue speranze per il quattordicenne precipitato dal tetto della scuola media Alessandro Magno, all’Axa, per una goliardata fra amici.
Dal Cto della Garbatella, dove il giovane era ricoverato in terapia intensiva dopo un delicato intervento neurochirurgico, la drammatica notizia per il più grave dei due ragazzini caduti da un’altezza di 10 metri. «Resta attaccato alle macchine il tempo necessario perché la commissione medica si organizzi per l’espianto» dicono i sanitari. Una tragedia per studenti e genitori della media statale di via Stesicoro e per i compagni del liceo scientifico Democrito, a Casalpalocco, dove il gruppetto è iscritto al primo anno. «Ci annoiamo e allora andiamo in giro a fare stupidaggini» hanno confessato, ieri mattina, gli adolescenti riuniti in assemblea alla notizia dell’incidente. «Vediamo su Mtv imprese da imitare - continuano - come quella di saltare da un palazzo a un altro o scalare pareti di edifici o monumenti».
Ma cosa avevano intenzione di fare, esattamente, i tre ex alunni della media statale ancora non è chiaro agli stessi inquirenti che hanno sequestrato, proprio sul tetto della scuola accanto al lucernario infranto, un sacchetto con alcuni petardi. Trasferito al Cto anche Walter P., 14 anni, per la frattura di alcune costole e di una mano. Valerio G., il terzo ragazzo corso in strada a lanciare l’allarme, scomparso alla vista dei soccorsi e poi rintracciato dalla polizia, è sotto choc. Tre giovani di buona famiglia. Alessandro, figlio di un noto dermatologo del quartiere, lo ricordano tutti come un bravissimo ragazzo.
«Lo abbiamo cresciuto - racconta Michele Marinotti, dirigente della sezione basket alla Polisportiva Palocco -, da quando aveva sei anni. Quest’anno era stato ceduto alla Smit Roma come playmaker under 15. Socializzava con tutti, per noi è un dolore enorme». «Avevano tutti ottimi voti - ricorda la preside della media - Silvana Gatti - e nei tre anni trascorsi qui non hanno mai fatto danni. Oggi ci saranno ancora assemblee e riunioni con i nostri alunni per parlare di quanto accaduto». Sul dramma è stata aperta un’inchiesta. Vigili del fuoco e polizia devono completare le perizie sulla struttura appena restaurata. Nonostante i lavori il lucernario in plastica ceduto sotto il peso dei ragazzi risalirebbe alla costruzione del plesso, ovvero all’83. Nessun dubbio, invece, sulla dinamica: i tre, dopo aver scavalcato la recinzione, si sono arrampicati su una parete issandosi dai tubi del gas e raggiunto il tetto grazie alle scale antincendio. Da questo avrebbero forzato la presa di luce a cupola.