«Non ce li aspettavamo così forti»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Kaiserslautern

Niente scuse, per favore. Per Francesco Totti, uscito al 35’ dopo l’espulsione del compagno di squadra, si è rispolverato un paragone storico: anche Baggio nel ’94 dovette lasciare il campo nello stesso minuto dopo il rosso rimediato da Pagliuca. «Un cambio giusto in quel momento, mi ha sostituito per l’ammonizione che francamente non ho capito. Non ho nemmeno toccato l’avversario. L’arbitro per tutta la partita è stato fiscale nei nostri confronti e dopo quel giallo la mia partita è stata condizionata. Lippi mi aveva chiesto di spaziare ma il numero 4 (Mastroeni, ndr) mi ha seguito dovunque. Alla fine gli ho fatto i complimenti per come mi aveva marcato. Il pareggio con gli Usa? Non farei drammi, cerchiamo di restare calmi, in fondo siamo sempre primi in classifica e la prossima partita sarà quella decisiva».
L’analisi più onesta è di Alessandro Nesta. «Abbiamo giocato così e così. Anzi, siamo andati male, abbiamo sbagliato tutti. In una serata dove non siamo stati brillanti, il punto preso va bene». E sulle dichiarazioni al veleno di Arena, aggiunge: «Sono due giorni che piange, e piange anche stasera (ieri sera, ndr.) che gli è andata bene...». Quasi spietata e autocritica la lettura di Perrotta: «Non ce li aspettavamo così forti, almeno io. Poi rispetto alla qualità che abbiamo noi il fatto di giocare in superiorità numerica avrebbe dovuto avvantaggiarci, e invece non è successo. De Rossi? Lui stesso sa che ha commesso una leggerezza, mi dispiace per lui. Nel finale ho persino giocato terzino destro, cosa che nella carriera non mi era mai accaduta».
Cerca di essere più ottimista Alex Del Piero: «È una partita piena di rimpianti, una partita strana. È successo di tutto, cartellini rossi, occasioni da gol... Vorrei pensare positivo, siamo sempre primi. Certo non possiamo dire di essere tranquilli, ma sereni sì. La prossima gara contro la Repubblica Ceca sarà diversa, al mondiale ci può stare una serata così, l’importante è voltare subito pagina».
Il suo primo gol al mondiale poteva essere più bello se fosse servito a vincere la partita. Originale è stato il festeggiamento: ha mimato di suonare il violino. Alberto Gilardino, ottavo gol in azzurro, è rammaricato anche per questo. «Loro hanno fatto una grande partita, nella prima mezz’ora non riuscivamo a trovare spazi ma segnato il gol siamo cresciuti. Peccato per l’autorete di Zaccardo. Quando loro sono rimasti in nove potevamo forse ottenere di più, ma non ce l’abbiamo fatta. Il gol? L’unica vera soddisfazione della mia serata, mi dispiace per il pari. Mi ha dato una splendida palla Pirlo, è un gol tutto rossonero. E la prima rete al Mondiale non si dimentica mai».
Non doveva giocare, aspettava il duello con Nedved nella terza partita anche se si era detto a disposizione di Lippi visto che era guarito dalla lesione al quadricipite. L’espulsione di De Rossi ha sconvolto i programmi di Lippi e di Rino Gattuso. E alla fine è amareggiato: «Non siamo stati brillantissimi, c’è tanto rammarico. Bisogna stare con i piedi per terra, ma so che in Italia è difficile. Le partite si vincono in campo, non con le chiacchiere, ci aspettavamo i tre punti ma non ce la abbiamo fatta. È inutile fasciarci la testa prima di essercela rotta, c’è ancora la Repubblica Ceca». Il rientro di Zambrotta raccontato dall’interessato: «Non ci aspettavamo i primi venti minuti degli Usa, ho spinto per novanta minuti sentendo un po’ di fatica alla fine». Capitan Cannavaro si tiene un segreto. «So io quello che ho detto a De Rossi, lo tengo per me. Non credo che abbiamo sbagliato l’approccio alla partita come ha detto Lippi». Chiude Zaccardo: «La mia autorete? Mi ha ricordato uno dei filmati di “Mai dire gol“».