Non chiamatelo bagno Ora è il salotto del corpo

Ludovica e Roberto Palomba da anni progettano questa zona Il futuro? «Servizi piccoli ma accoglienti. Tecnologici e ecologici»

Anna Caldera

Al via la 55esima edizione del Salone internazionale del Mobile che quest'anno sarà affiancato da EuroCucina e dal Salone del Bagno. Ma qual è il futuro di questo locale considerato, fino a poco tempo fa, poco più di un locale di servizio? Secondo Ludovica+Roberto Palomba, architetti che da vent'anni lavorano e progettano nel settore bagno, sarà di dimensioni ridotte, un luogo intimo, dove rifugiarci senza nascondersi. «Una cellula protettiva che deve starci addosso come il vecchio maglione di cachemire del nonno. Deve essere informale, caldo, accogliente e avvolgente. Non a caso lo definisco così, il vecchio maglione di cachemire del nonno, perché è il luogo dove ti rifugi quando vuoi stare bene, quando hai bisogno di coccole».

Il che non significa che debba essere un luogo insignificante e, da questo punto di vista, gli arredi avranno un ruolo importante.

«Devono esseri leggeri, è la parola chiave quando si parla di bagno. In questo senso, siamo stati i primi a impiegare un nuovo materiale, il Saphir-Keramik ovvero la Ceramica Zaffiro. Si tratta di una ceramica alleggerita che ha cambiato faccia alla zona lavabo». Sperimentazione di nuovi materiali ma anche semplicità nel design. «Il bagno di domani sottolinea Ludovica - sarà un luogo caldo prima di tutto, fatto di pochi elementi che si completa con accessori che creano giochi di contrasto. Un ambiente ridotto che gioca sulle profondità grazie a degli oggetti come un portasciugamani o delle lampade. Complementi che diano profondità e volume. Questo lo porterà ad essere iconico». Un bagno dunque ben disegnato, composto da oggetti semplici, eleganti e comodi allo stesso tempo. E soprattutto sgombro, il che è difficile visto che diventa spesso refugium peccaturum della casa. «Il bagno non deve diventare il magazzino ma è un luogo che va trattato in maniera ordinata, è un posto importante che fa parte della nostra quotidianità, non deve essere maltrattato anzi va trattato come un salotto, in effetti è il salotto della nostra anima». E noi non metteremmo mai la lavatrice o l'asciugatrice in salotto «il bagno è il living del nostro corpo, questa è la nostra idea in proposito. Anche perché è un luogo dove riattivare i nostri sensi e non possiamo farlo in un ambiente dispersivo che ci distrae». Quindi nessuna tecnologia in bagno? «No, al contrario. Ma non deve essere invasiva, deve integrarsi negli arredi con garbo e discrezione. Quasi fosse il naturale prolungamento di quell'oggetto, ci deve essere armonia nel tutto».

E con un'attenzione all'ecologia. «L'acqua è una risorsa che va protetta, è fonte primaria di vita. Utilizzare poca acqua è la base. Tutti i rubinetti prodotti da buone aziende, oggi, consumano pochissima acqua poiché miscelano moltissimo ossigeno all'acqua, per cui c'è la funzione pulente e un'importante riduzione di acqua». Ma non si tratta solo di questo, il concetto green passa dalla produzione più che dall'utilizzo. «Essere ecologici è oggi una moda e, come tutti i trend, passano. Invece deve diventare una neccessità. Ci sono delle leggi, che noi dobbiamo far rispettare, per far sì che gli standard di produzione nelle industrie vengano rispettati. Gran parte dell'impatto ambientale non è dato dal funzionamento di quel prodotto ma da come è stato prodotto. Ci sono oggetti che hanno un'apparenza green ma che in realtà vengono prodotti in maniera molto black. È un problema politico, non estetico. Non a caso ci siamo impegnati a creare questo nuovo materiale ceramico che riduce del 40% l'uso di acqua ed energia per produrlo». Si tratta di un prodotto innovativo, nato da uno studio partito da una collaborazione con Laufen e lanciato sul mercato insieme a Kartell, ovvero il Saphir-Keramik, la Ceramica Zaffiro. «Si tratta di nuove ceramiche, verosimili a quelle tradizionali, ma realizzate con una nuova formula che gli conferisce una maggiore leggerezza, resistenza meccanica e meno impiego di smalto per renderle bianche. Un risparmio dal punto di vista delle economie di scala e per l'ecosistema se si pensa al numero di pezzi che vengono prodotti». Tornando al bagno, doccia o vasca?

«Doccia forever, primo perché è più igienica e poi si risparmia tempo. Certo, se disponi di più bagni, uno lo puoi arredare con la vasca. Comunque il piacere che si trae dal getto d'acqua che ti cade addosso è più energizzante. Sì, la vasca è più rilassante ma meglio una doccia emozionale» ovvero dotata di elementi tecnologici che contribuiscono al nostro momento rilassante.