«Non ci fermiamo davanti ai terroristi»

da Milano

«La vostra generazione ci condurrà alla vittoria nella guerra al terrorismo, la lunga guerra che è cominciata sotto la mia presidenza e che finirà sotto la vostra guida»: lo ha detto il presidente americano George W. Bush nel discorso ai cadetti dell’Accademia militare a West Point. «L’America combatterà i terroristi su tutti i fronti e non ci fermeremo fin quando questa minaccia per il nostro Paese non sarà stata eliminata. Il futuro appartiene alla libertà». Per questo Bush si è paragonato a Harry Truman, il presidente che pose le fondamenta della vittoria nella Guerra Fredda. Anche l’Italia, ha detto Bush, «sembrava destinata a capitolare al comunismo».
Intanto, un ufficiale dell’esercito americano ha riferito che le forze di coalizione americane potrebbero lasciare alle autorità civili e di polizia irachene il controllo di alcune province dell’Irak al termine dell’estate, anche se Bagdad vorrebbe che il passaggio di consegne non avvenisse prima della fine dell’anno. Il primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki, ha detto che le forze di sicurezza assumeranno il pieno controllo di alcune province e città a partire dal mese prossimo, iniziando un processo che condurrà al futuro ritiro di tutte le forze di coalizione. Secondo l’alto ufficiale statunitense il trasferimento dei poteri dalle forze di coalizione alle autorità irachene potrebbe iniziare nelle province, non completamente pacificate, di Najaf, Karbala e Babil. «Per Bagdad il miglior auspicio sarebbe entro la fine dell’anno», ha detto l’ufficiale Usa che ha chiesto l’anonimato.
Mentre però l’ondata di violenza non dà tregua (20 morti in una serie di attentati a Bagdad e in altre città), la nomina dei ministri degli Interni e della Difesa del nuovo governo iracheno slitta ancora. «Tutte le opinioni coincidono sulla necessità di scegliere due ministri indipendenti, lontani dai partiti e dalle milizie e in grado di svolgere la loro missione», ha dichiarato il presidente iracheno Jalal Talabani, riferendosi alla scelta dei titolari di interni e difesa. «La presidenza organizzerà una riunione con i leader politici per decidere sulla questione», ha aggiunto Talabani, senza tuttavia precisare quando si svolgerà l’incontro.
La Tv satellitare Sharqiya, vicina ad ambienti sunniti iracheni, ha comunque riferito in serata che la nomina dei ministri di Interni e Difesa, incarichi rimasti vacanti all’atto della presentazione del nuovo governo una settimana fa, sarebbe ormai questione di ore. Secondo l’emittente, il premier Al-Maliki dovrebbe scegliere entro stanotte i due ministri per poi presentarli domani per il voto di fiducia al Parlamento, già convocato per discutere la sua bozza di regolamento interno.