«Non ci servono aiuti stranieri ma da Obama ho accettato contributi per rifare le chiese»

nostro inviato a L’Aquila

«Dobbiamo usare lo stesso approccio avuto per risolvere la questione rifiuti a Napoli». Silvio Berlusconi sa bene che le due emergenze non sono neanche lontanamente paragonabili, ma più d'una volta in queste ultime ore ha ribadito ai suoi collaboratori la necessità di affrontare il post-terremoto in maniera decisa e pragmatica. Ed è anche per questo che il premier torna nuovamente a L'Aquila, convinto che sia quanto mai necessario far sentire la presenza dello Stato e deciso a mettere la faccia sulla difficile sfida della ricostruzione.
Così, il Cavaliere decide di andare in mezzo alla gente e visita le tendopoli prima di Bazzano e poi di San Demetrio, pochi chilometri da L'Aquila. Stringe mani, accarezza bambini e anziani, rincuora mamme e promette che «la ricostruzione sarà sotto la sua diretta responsabilità», in tempi «rapidi e certi». Il tutto senza cedere all'emozione e citando più d'una volta ad esempio «la grande dignità» degli abruzzesi. Perché di tutto hanno bisogno le vittime del terremoto fuorché di vedere un tentennamento in chi adesso deve prendersi cura di loro. È anche per questo che Berlusconi non si lascia andare un attimo, nemmeno quando sono i cronisti a chiedergli sotto una delle centinaia di tende di San Demetrio se si sia commosso. «Mi ha colpito lo spirito dei soccorritori e la grande dignità degli abitanti», sfugge la domanda. «E poi sono contenti di vederci perché sentono lo Stato vicino», aggiunge. Ma chi lo incontra a sera durante la conferenza unificata Stato-Regioni ammette di averlo trovato «provato» dopo la giornata abruzzese. «Ho visto gente che pur avendo perso tutto mostra un contegno straordinario», confida il premier.
Che passa il pomeriggio a rassicurare gli sfollati («che sia il terremoto o la crisi economica la nostra filosofia è people first, la gente prima di tutto») senza false illusioni. «Le scosse forti ci sono ancora e non sono prevedibili», spiega. Ed è questa la ragione per cui più volte invita chi incontra nelle tendopoli ad «andare sulla costa» adriatica. Lo fa quasi ogni volta che stringe una mano: «Abbiamo 14-15mila posti a disposizione negli alberghi sul mare. Anziani e bambini è bene che vadano lì. È Pasqua, prendetevi una pausa che paghiamo noi». E a dei bambini che gli urlano forza Milan ripete l'invito serio: «Bravi, ma dite alla mamma di portarvi al mare e mettetevi la crema solare». Nel frattempo, spiega, «noi faremo l'inventario delle case danneggiate» e grazie all'esercito «impediremo che si verifichino episodi di sciacallaggio».
Ed è anche in nome del contegno e della dignità degli abruzzesi che Berlusconi rifiuta una dopo l'altra le proposte di aiuto che arrivano dai Paesi stranieri. «Siamo grati a tutti per la solidarietà - dice - ma bastiamo da soli». D'altra parte, l'emergenza è questione di giorni e la risposta della Protezione civile, dell'Esercito e delle forze dell'ordine è stata tempestiva. Allargare il raggio creerebbe solo caos e confusione. Gli aiuti esteri, spiega, «verranno usati per la ricostruzione». Lo dice anche ad Obama quando lo chiama verso le quattro del pomeriggio, mentre il premier è in visita a San Demetrio. «Mi ha detto che gli Stati Uniti ci sono vicini e sono a disposizione per qualunque esigenza», racconta il Cavaliere. «Ho ringraziato Obama per la collaborazione, anche quella che abbiamo avuto nei tre giorni in Europa, e - aggiunge Berlusconi - gli ho detto che se vorranno dare un segno tangibile della loro vicinanza potranno farlo con la ricostruzione». Gli Usa potranno dunque «prendersi la responsabilità di ricostruire chiese o beni culturali», un sostegno che «saremo lietissimi di avere». Un'idea, questa, che il presidente americano definisce «ottima». «Ne parliamo quando vieni a Washington», aggiunge Obama. E lo stesso ragionamento Berlusconi lo ripete più tardi con Putin, Medvedev e Merkel.
Mentre il ministro Carfagna è nella tendopoli di piazza d'Armi per inaugurare il progetto dei medici clown dedicato ai bambini, il Cavaliere entra anche nel dettaglio di alcuni provvedimenti che saranno presto all'esame del Consiglio dei ministri. «Abbiamo deciso - spiega - di ricomprendere negli ammortizzatori sociali anche i lavoratori autonomi della zona colpita dal terremoto che perderanno la loro attività». Inoltre, per tutti i contribuenti dell'area ci sarà «la proroga dei termini fiscali».
Poi - prima di lasciare l'Abruzzo per presiedere a Roma la conferenza delle Regioni («sono dodici quelle che già partecipano agli aiuti», dice il ministro Fitto) e a sera un vertice ministeriale a Palazzo Chigi - il Cavaliere assicura che la sua presenza sarà costante. «Se necessario - dice - verrò qui ogni giorno». A partire, probabilmente, già da oggi.