Non ci si può più fidare di Cenerentola Storia di un amore "metropolitano"

Rintraccia la donna dei suoi sogni vista nella metropolitana di Manhattan e si fidanza. Ma la love story dura solo un paio di mesi

New York - È la ricerca dell’amore impossibile con qualche variazione sul tema. Una storia con il «the end» lasciato in sospeso: «A differenza delle commedie romantiche e delle cattive canzoni pop, dovrete immaginare il finale da soli». Facile, ora, dire che ciò che inizia con una fiammata finisce con un’esplosione.

Due mesi fa, invece, la storia di Patrick e Camille, amplificata dalla potenza di Internet, commosse, irritò, fece sorridere mezzo mondo.
La prima volta che la vide si innamorò del suo profilo. Del resto, era l’unica cosa che riusciva a scorgere oltrepassando con lo sguardo la marea di folla che nel pomeriggio di un qualunque giorno lavorativo intasa la metropolitana di New York. Un profilo e un fiore tra i capelli. Quanto basta a fargli capire che è lei la donna dei suoi sogni. Colpo di fulmine immediato. «Quando si volterà, tutto sarà diverso». Tenta di raggiungerla. Lei chiude il quaderno sul quale sta scrivendo, alza lo sguardo, si avvicina all’uscita e viene risucchiata dalla folla.

Scomparsa. Lui è disperato.

Patrick Moberg, 21enne web-designer di Brooklyn, ha due pregi: memoria fotografica e buona predisposizione al disegno. Quel viso non riesce a toglierselo dalla testa. Animato da inattaccabile ottimismo apre un sito su Internet che non può che chiamare «la ragazza di New York dei miei sogni» (www.nygirlofmydreams.com) con lo scopo di ritrovarla. Il classico ago nel pagliaio di una città di otto milioni di abitanti. Lascia anche il proprio numero di telefono. La disegna in pantaloncini e con un fiore nei capelli. La versione tecnologica della scarpetta di Cenerentola, che viene rilanciata in maniera virale da altri siti che pubblicano richiesta e disegno.
In quel bozzetto si riconoscono centinaia di giovani donne che rispondono all’annuncio subissando Patrick di messaggi email e telefonate. Nessuna però è la ragazza che agita i suoi sonni e i suoi sogni. Ma una che la conosce c’è. Sono passate solo 48 ore dal messaggio nella bottiglia elettronica lanciato nel mare del web. Gli spedisce una foto dell’amica: è lei, la ragazza dal fiore nei capelli. Si chiama Camille Hayton, 23 anni, australiana di Melbourne che vive e lavora nella Grande Mela. «L’ho trovata! Davvero! - scrive Patrick sul suo sito -. Siamo stati messi in contatto, vedremo cosa accade».
I due si incontrano. Incredibilmente, la passione brucia nel cuore di entrambi. Raccontano la loro storia alle tv, ricevono attenzione dalla stampa, diventano simbolo dell’amore che tutto può, che produce miracoli. Poi, per loro volontà, cala il silenzio. Il sito «miracoloso» viene chiuso. Resta solo una scritta: «Nel nostro interesse, non ci saranno più aggiornamenti. A differenza delle commedie romantiche e delle cattive canzoni pop, dovrete immaginare il finale di questa storia da soli». Camille e Patrick si nascondono nella privacy più totale.

A svelare il finale della storia, dopo due mesi, è però la ragazza. Come spesso accade, hanno scoperto di non essere fatti l’uno per l’altra. «La situazione - racconta Camille al giornale australiano Daily Telegraph - era così intensa che ci ha uniti in un modo tale da apparirci forse più romantica di quanto non fosse in realtà. Però volevo provarci e così ho fatto, senza stare a farmi tante domande».
Forse ne bastava soltanto una: ci si può fidare d’un amore improvviso e irrazionale?